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Pensai tosto al rimedio, e, fatto dir loro da Venerdì che si ponessero seduti su l’erba, ed avessero pazienza finchè tornassimo, lo condussi meco, nè tardai a mettere insieme una specie di carriuola a mano, entro cui li tirammo fino alla cinta esterna del mio castello o fortezza.

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Ma quando fummo lì, eravamo a peggior condizione di prima, perchè era impossibile il farli passare di sopra del muro, e io non voleva risolutamente farvi una breccia. Anche qui mi diedi a pensare; e, tra Venerdì e me, in meno di due ore di tempo avevamo piantata una tenda, da vero assai elegante, composta di pezzi di vele e coperta di rami d’alberi. Stava questa nello spianato esterno della nostra fortezza tra essa e il boschetto di giovani piante ch’io m’avea fatto recentemente; qui alla meglio composi due letti delle cose che aveva: cioè di paglia di riso e di due coperte, la prima perchè vi giacessero sopra, la seconda perchè vi stessero sotto in ciascun letto.