Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/343

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robinson crusoe 295


veniva dal Rio la Plata per condursi all’Avana a lasciare ivi il loro carico, consistente principalmente in pellami o argento, e riportarne quelle merci pregiate in Europa in cui si sarebbero abbattuti; come avessero preso a bordo cinque marinai portoghesi salvatisi da un altro naufragio; come cinque de’ loro fossero rimasi annegati quando il loro vascello perì; come campati in mezzo ad infiniti pericoli e traversie fossero arrivati quasi morti di fame ad una costa di cannibali, ove si aspettavano a ciascun istante di essere divorati. Mi raccontò che avevano seco alcune armi, ma di nessun uso, perchè mancavano di palle e di polvere che l’acqua del mare avea fatta andar a male tutta, eccetto una piccolissima partita, di cui si giovarono ne’ primi giorni del loro sbarco per procacciarsi da vivere.

Interrogato da me come credea che sarebbe andata a finire per que’ suoi compagni di naufragio, e se non aveano mai pensato fra loro verun disegno di fuga, mi rispose che avevano avuti su di ciò molti consigli; ma che, privi d’un vascello, di stromenti per fabbricarselo e di provvigiona d’ogni sorta, i loro consigli terminavano sempre in pianti e disperazioni.

Gli chiesi allora come gli parea che verrebbe accolta una mia proposta intesa alla comune liberazione, la quale, secondo me, sarebbesi ottenuta meglio se fossero stati tutti su questa spiaggia. Ma ad un tempo gli esposi con franchezza la mia paura che si portassero male con me, e mi tradissero se mi fossi posto troppo alla cieca nelle loro mani; perchè la gratitudine non è virtù molto domestica alla natura dell’uomo, che non sempre misura tanto le proprie azioni su i benefizi avuti quanto su quelli che aspetta ancora. Non gli tacqui che sarebbe stata cosa ben dolorosa per me, se dopo essermi fatto stromento di loro salvezza, mi avessero reso lor prigioniero e condotto nella Nuova Spagna, ove un Inglese, o caso o necessità vel portasse, era sicuro di essere sacrificato. Da vero avrei preferito l’essere consegnato ai selvaggi e divorato vivo da questi al cadere nelle spietate unghie dei famigli dell’Inquisizione e di quel barbaro tribunale. Del resto poi anche lasciando da parte questo timore, io era persuaso che se gli avessi avuti tutti nella mia isola, con l’aiuto di tante braccia non mi sarebbe stato difficile il costruire un naviglio ampio abbastanza per passarci quanti eravamo o alle rive meridionali del Brasile o alle isole e coste settentrionali della Nuova Spagna.