Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/387

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alcune armi da fuoco, qualche poco di munizione ed alcune istruzioni per viver bene in avvenire, se ci trovate meglio il vostro conto.»

Indi m’accinsi agli apparecchi opportuni per entrare a bordo del vascello; ma poichè questi m’avrebbero portata via tutta la notte, pregai il capitano a precedermi colà, e ripigliare intanto tutti i suoi diritti sul bastimento.

— «Domani vi compiacerete di mandare una delle vostre scialuppe. E non vi scordate (gli dissi all’orecchio) di fare impiccare il più presto ad un braccio di pennone il cadavere del capitano ribelle, affinchè costoro lo vedano.»

Partito il capitano, feci in appresso venire nel mio appartamento i miei graziati, ai quali tenni una grave allocuzione opportuna alla loro condizione.

— «Credo, dissi loro tra l’altre cose, che vi siate appigliati al partito più salutare. Vedete quella cosa là? (e accennai il cadavere del capitano ribelle, che già pendea da un braccio di pennone del vascello). Non vi sarebbe toccato niente di meglio.»

Dichiarato che ebbero tutti la ferma intenzione in cui erano di rimanere, promisi loro di farli avvertiti di tutta quanta la storia della mia vita in quest’isola, onde ne avessero una norma per procurarsi un vivere agiato ancor essi. Infatti ne cominciai il racconto dall’istante del naufragio che qui mi avea balzato. Mostrai loro le mie fortificazioni e gl’informai sul modo di fabbricarmi il pane, di seminare il mio grano, di fare la mia vendemmia, in una parola su quanto era ad essi necessario per passarsela comodamente. Raccontai pure la storia dei settanta Spagnuoli di cui dovevano aspettarsi l’arrivo e pe’ quali lasciai loro una lettera, facendomi promettere che sarebbero vissuti in buon accordo con essi. Ove trovai, mi si potrebbe domandare l’inchiostro? Lo ebbi dal capitano che ne avea portato seco dallo scappavia, e si maravigliò molto come non avessi mai trovato modo di fabbricarmene con carbone o altra sostanza poichè era venuto a capo di tante altre cose assai più difficili.

Lasciai loro la mia armeria; vale a dire cinque archibusi, tre moschetti da caccia e tre spade, e circa un barile e mezzo di polvere ch’io m’avea risparmiata, perchè dopo un anno o due ne usai ben poca e non ne sprecai di sorta alcuna.

Descrissi loro il modo ond’io governava la mia greggia e ingrassava e mungeva le mie capre e mi fabbricava burro e cacio; in