Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/40

Da Wikisource.
28 robinson crusoe


raggiugnere finalmente la baia di Cadice; ma, soffiasse quel vento che voleva soffiare, era presa la mia risoluzione di tirarmi fuori dell’orrido luogo ove mi trovava, e di lasciare la cura del rimanente al destino.

Dopo aver pescato per qualche tempo, e non aver preso nulla, perchè quando io aveva i pesci nel mio amo, non voleva tirarneli fuori e lasciarli vedere al Moro, dissi a costui:

— «Qui non facciamo bene, e il nostro padrone non deve essere servito così; bisogna andar a pescare più al largo.»

Egli non sospettando di nulla, convenne nella mia opinione, ed essendo alla prora della scialuppa spiegò di nuovo le vele; intanto standomi io al timone spinsi la scialuppa una lega più innanzi, ed allora misi in panna come se volessi fermarmi a pescare; indi lasciando il ragazzo al timone, m’avanzai laddove stava il Moro, ed abbassatomi come se avessi voluto cogliere qualche cosa cadutami, lo presi per sorpresa, cacciandogli un braccio fra le gambe, e di netto lo feci saltare dal bordo della scialuppa nel mare. Rialzatosi subito fuori dell’onda, perchè sapea galleggiare come se fosse stato di sughero, quel poveretto mi chiamava e supplicava di riprenderlo nella scialuppa, assicurandomi che sarebbe stato contento di venire in capo al mondo con me. Notava sì vigorosamente che m’avrebbe raggiunto prestissimo, perchè spirava un leggerissimo vento. Allora, entrato io nella stanza mi munii d’uno di quei moschetti ed addirizzandoglielo, dissi:

— «Non vi farò alcun male, semprechè vi regoliate come vi dico. Voi siete abile al nuoto abbastanza per raggiugnere la spiaggia, e il mare è tranquillo. Fate quanto potete per guadagnare il lido, nè vi farò male di sorta alcuna; ma se continuate ad accostarvi alla scialuppa, vi fo saltare in aria il cervello, perchè son risoluto di ottenere la mia libertà.»

Dopo le quali parole, egli tornò addietro e nuotò verso la spiaggia, nè dubito che non vi arrivasse comodamente, perchè, come ho detto, era un ottimo notatore.

Non avrei avuto difficoltà di tenermi meco il Moro, e di gettare in acqua il ragazzo; ma col primo non era da fidarsi, senza correre rischio. Poichè mi fui liberato di esso, mi volsi al fanciullo, di nome Xury, e gli dissi:

— «Xury, se voi volete essermi fedele, io vi farò un grand’uomo;