Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/400

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raccontai, aveva già ottenute lettere di naturalità, e di vedere se mi fosse convenuto stabilirmi colà; ma alcuni scrupoli di coscienza fondati su la diversità del culto mi distolsero per insensibili gradi dal farlo. È vero che allora non fu questo il principale ostacolo; ed è anche vero che nella mia prima dimora colà non mi avea fatto scrupolo di professare agli occhi del paese il cattolicismo[1]. Ma da allora in poi si erano grandemente riformati i miei pensieri e io rifuggiva da ogni finzione.

Pure devo confessare che allora non fu questa, come ho detto, la principale difficoltà occorsami alla mente, e che la massima fu il non sapere, durante questa prova che avessi fatta, a chi lasciare in custodia il mio danaro. Mi risolvei finalmente a menarlo meco nell’Inghilterra.

Ma prima di tutto volli profittare dell’occasione di vascelli all’ancora sul Tago, che stavano in procinto di salpare alla volta del Brasile, per dare adeguate risposte a chi di là m’avea spediti sì cortesi e fedeli ragguagli su lo stato delle cose mie.

Scrissi primieramente al priore del convento di Sant’Agostino, ringraziandolo del modo ond’erasi comportato rispetto a me. Quanto all’avanzo degli ottocento settanta moidori di mia ragione rimastogli tuttavia nelle mani, lo pregai ad applicarne cinquecento al monastero, distribuendo gli altri trecento settanta ai poveri con quel riparto che gli sarebbe sembrato più opportuno: non mancai di pregare que’ buoni Padri a non dimenticarmi nelle loro orazioni, e cose simili.

L’altra lettera fu ai miei fidecommissari, per accertarli di tutta la gratitudine eccitata in me del retto ed onesto loro procedere. Non pensai ad assegnar loro veruna retribuzione, perchè la loro ricchezza li mettea troppo al di sopra d’ogni bisogno.

Scrissi per ultimo al mio socio, rendendo giustizia alla sua industria che avea migliorato di tanto il valore della piantagione, e alla rettitudine de’ conti presentati per le spese di raffineria. Gli diedi in appresso le mie istruzioni sul modo di disporre della mia parte di rendite avvenire, in accordo con le facoltà che aveva compartite al vecchio mio capitano, al quale lo pregai spedire direttamente tutto quanto fosse di mia pertinenza, finchè non ricevesse da me

  1. Tutti già sanno che l’autore di questa storia era protestante, e che fece tale il suo protagonista.