Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/43

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robinson crusoe 29


ma se non vi battete la faccia (ciò equivaleva per lui al giurare per Maometto e per la barba di suo padre) in pegno della vostra fedeltà, lancio nel mare anche voi.»

Il fanciullo mi sorrise, e parlò con modi sì innocenti, che non avrei potuto ingannarmi nel credergli quando mi giurò di essermi fedele e di venire in qual si fosse luogo con me.

Fintantochè rimasi a vista del Moro, che notava verso la spiaggia, mi tenni bordeggiando come in cerca del vento, affinchè si potesse pensare che volessimo avviarci verso la foce dello stretto; intenzione che doveva attribuirci chiunque non ne stimasse affatto privi di giudizio; perchè chi mai avrebbe supposto che volessimo veleggiare ad ostro contro alle coste di Barbari affatto selvaggi, donde indubitatamente intere popolazioni di Negri sarebbero venute a circondarne co’ loro canotti e a distruggerci, e dove, arrivando anche a toccare la spiaggia, non avremmo potuto aspettarci altro, che di essere divorati dalle fiere o da belve di umana razza, più spietate ancora di esse.

Ma appena la sera si fece oscura, cangiai direzione governando immediatamente al sud-sud-est (un quarto d’ostro verso scirocco) piuttosto tenendomi verso questo secondo punto, a fine di guadagnare una spiaggia; e spirando una fresca brezza e tranquillissimo essendo il mare, veleggiai quanto bastava perchè, quando vidi terra alle tre dopo il mezzogiorno del dì appresso, potessi credere di non essere lontano meno di centocinquanta miglia dalla punta meridionale di Salé, affatto al di là degli stati dell’imperator di Marocco, o sicuramente di qualunque altro principe di que’ dintorni; chè non mi si offerse alla vista verun abitante per poter stabilire questo punto con certezza.