Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/445

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robinson crusoe 389


soccorrerli. Con questa certezza calarono le vele, poichè quel medesimo suono che li rassicurava, venendo per essi contro marea, risolvettero di stare in panna fino alla seguente mattina. Qualche tempo appresso, non udendo più spari di cannone, ne fecero essi tre di moschetto a qualche notabile intervallo tra l’uno e l’altro; ma quello stesso vento che era contro marea per essi impedì a noi tutte le volte d’udir lo strepito de’ loro archibusi.

Qualche tempo dopo li sorprese ben più gradevolmente il vedere i nostri fanali e l’udire prolungati per tutta la notte gli spari de’ nostri cannoni secondo i provvedimenti ch’io aveva dati e che ho già descritti. Allora posero all’opera i remi per imboccare co’ venti le loro vele, affinchè più presto potessimo vederli e raggiugnerli, tanto che finalmente con ineffabile esultanza poterono accorgersi che gli avevamo veduti.


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Atti di debita umanità e diversione ai Banchi di Terra Nuova.



Mi è impossibile il dipingere i diversi gesti, le strane estasi, le varie posizioni cui quei miseri da noi riscattati atteggiaronsi per esprimerne la gioia de’ loro cuori ad una tanto inaspettata liberazione. Il dolore e la paura si descrivono facilmente: sospiri, lagrime, gemiti e ben pochi moti di testa e di mani formano la somma delle varietà di queste sensazioni; ma in un eccesso, in un traboccamento improvviso di gioia si rinvengono le stravaganze a migliaia. Qui vedeva alcuni immersi nel pianto, altri che infuriavano e si stracciavano i capelli come se fossero nelle più tremende ambasce della disperazione; v’era chi spalancando occhi stralunati sembrava preso da frenesia, e chi correa su e giù pel vascello battendo i piedi e contorcendosi le mani. Ve