Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/477

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robinson crusoe 419


fretta scagliandosi sul briccone che cacciò via. Indi allontanato con un piede il tizzone, spense il fuoco, non per altro senza qualche difficoltà.

Il mascalzone cattivo al vedersi scacciato via in quel modo dal mascalzone buono (che qui comincia la distinzione fra i buoni e i cattivi mascalzoni) fu preso da tanta rabbia, che tornò di lì ad un momento armato di bastone; poi gli misurò tal colpo, che se l’altro non era pronto a pararlo e a fuggire in casa, avea finito di vivere. Il suo camerata vedendosela brutta per sè e pel compagno, accorse, e di lì ad un istante entrambi erano fuor della capanna armati d’un moschetto per ciascheduno. Quel dei due che corse dianzi il pericolo di quella mala botta, alterrò il ribaldo provocatore col calcio del suo archibuso, e ciò prima che i due altri venissero ad aiutare costui. Appena questi comparvero, i due buoni presentando a tutti e tre le bocche de’ loro moschetti, li fecero stare addietro.

I cattivi avevano eglino pure armi da fuoco con sè; ma un de’ due buoni, più coraggioso ancora del suo compagno e fatto disperato dal proprio pericolo, gridò ai primi assalitori che se movevano una mano erano morti, intimando loro col più fermo ardimento che cedessero le armi. Non le cedettero per vero dire, ma vedendo l’avversario sì risoluto, tutti e tre credettero migliore consiglio il venire a parlamento, pel quale acconsentirono di portarsi a casa il lor terzo ferito, che da vero parea malconcio dalla percossa avuta col calcio del moschetto.

Per altro i due buoni fecero male a non giovarsi del vantaggio avuto e a non disarmare veramente, poichè ne avevano il destro, i tre cattivi. Si contentarono di recarsi subito presso gli Spagnuoli e raccontar loro le villanie che avevano sofferte. Doveano ben immaginarsi che que’ tristi avrebbero studiate tutte le vie per vendicarsi, e di fatto d’allora in poi non passo giorno, che non dessero forti indizi di questa malvagia intenzione.

Non ingrosserò questa parte di storia con la descrizione di tutte le ribalderie di minor conto, che i tre cialtroni commisero a danno degli altri due. Figuratevi che andavano a pestar co’ piedi i lor ricolti in erba, oltre all’avere ammazzati loro tre giovani capretti ed una capra che que’ poverelli avevano addimesticata per avviarsi una greggia; in somma li tribolarono tanto di notte e di giorno, ne fecero tante, che ridussero gli altri due a tal disperazione per cui