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orci e, acceso il fuoco, facemmo onore al lepre che avevamo predato; indi ci accingemmo a riprendere la nostra navigazione, senza aver veduto un sol vestigio di creatura umana in quella parte di paese.

Poichè aveva fatto un precedente viaggio a quella costa, compresi ottimamente che le isole Canarie e quella del Capo Verde non dovevano esserne molto lontane. Ma non avendo meco stromenti per misurare un’altezza o cercare sotto qual latitudine ci trovassimo, nè potendo esattamente sapere, o almeno ricordarmi la latitudine delle isole or nominate, io non sapeva nemmeno a qual parte volgermi, e dove recarmi al largo per raggiugnerle; altrimente non mi sarebbe stato difficile il ripararmi ad una di tali isole. Ma la mia speranza fu che, tenendomi a costeggiare in quelle acque, arriverei in qualche parte ove trafficassero i miei compatriotti, e scontrandomi in qualcuno de’ loro vascelli mercantili, vi troverei e buona accoglienza ed imbarco.

Dai più precisi computi da me istituiti mi risulta, che il luogo ove fui allora, debb’essere un paese giacente fra i domini dell’imperator di Marocco e le terre abitate dai Negri, paese deserto e popolato soltanto di fiere. I Negri lo avevano abbandonato, andando a stanziarsi più verso mezzogiorno per paura dei Mori; e i Mori nol credettero degno di essere abitato a cagione della sua sterilità; e veramente non se ne saranno nemmeno curati atteso il prodigioso numero di tigri, di leoni, di leopardi e d’altre formidabili fiere che vi hanno il lor covo; i Mori quindi se ne valgono solamente per venirvi a caccia, formando una specie d’esercito di due o tremila uomini in una volta. Egli è certo che per lo spazio di circa un centinaio di miglia non vedemmo su quella costa altro che un deserto disabitato durante il giorno, nè udimmo se non ululati e ruggiti di feroci belve in tempo di notte.

Una o due volte, facendo giorno, credei vedere il Picco di Teneriffa, ch’è il punto più alto delle montagne Teneriffe nelle Canarie, onde mi prese gran voglia di avventurarmi a quella parte nella speranza di ripararmi ivi; ma essendomici provato due volte, fui spinto in addietro da contrari venti, oltre all’essere divenuto troppo grosso il mare pel mio piccolo bastimento. Risolvei pertanto di attenermi al mio primo di segno, continuando a costeggiare.

Dopo aver lasciata questa spiaggia fui costretto bene spesso a prendere terra per far acqua; ed una mattina particolarmente, che