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S’arresero, benchè a stento e con grande ripugnanza i due Inglesi, ma gli Spagnuoli protestavano che ciò faceano sol per tenerli lontani dallo spargere sangue e per conseguire finalmente l’intento, che tutte le differenze venissero una volta appianate.

«Qui, diceano gli Spagnuoli, non siamo tanti, e c’è bastante posto per tutti nell’isola. Sarebbe un peccato, che non ci vivessimo tutti da buoni amici.»


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Finalmente que’ due Inglesi acconsentirono di buona grazia ad aspettare l’esito delle cose, vivendo per alcuni giorni con gli Spagnuoli, poichè la loro abitazione era distrutta.

Passati circa cinque giorni, i tre mariuoli stanchi di vagare attorno e pressochè morti di fame, perchè erano vissuti quasi di sole uova di testuggine in tutto questo intervallo, vennero al bosco di circonvallazione della fortezza, ove trovarono il mio Spagnuolo, governatore, devo averlo detto, dell’isola, che passeggiava in compagnia d’altri due verso la piccola darsena. Presentatisi a lui con modi i più umili, i più sommessi, lo supplicarono per essere ricevuti un’altra volta in seno di quella famiglia. Vennero accolti con molta civiltà dagli Spagnuoli.