Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/489

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fossero questa volta venuti in tanto numero, o se a caso e senza nessuna anticipata cognizione, per cercar campo ad una delle sanguinolenti loro spedizioni, gli Spagnuoli mai non poterono, com’è sembrato, comprendere. Comunque stesse la cosa, certamente la brama degli Spagnuoli avrebbe dovuto esser quella di tenersi nascosti, anche di darsi per non intesi di nulla, ma non mai di far capire ai selvaggi che il luogo era abitato; semprechè non fossero riusciti a piombar loro addosso con tanta gagliardia, che un solo di essi non fosse tornato a casa; il che soltanto sarebbe stato possibile se si fossero collocati fra essi e le loro piroghe. Ma tal prontezza di raziocinio non ebbero; la qual mancanza fu cagione loro di rovina per lungo tempo.

Niuno dubiterà che il governatore e il suo compagno sorpresi a tal vista non fossero tornati incontanente ai compagni per dir loro l’imminente pericolo che sovrastava all’intera brigata, come non dubiterà del subitaneo atterrimento onde furono tutti compresi; ma fu impossibile il persuadere ai medesimi il rimaner chiusi dov’erano, sì che molti di loro corsero fuori per vedere come le cose stessero.

Finchè la notte durò, poterono per alcune ore distinguere sufficientemente questi formidabili ospiti al lume di tre fuochi che costoro avevano accesi in una certa distanza gli uni dagli altri; ma che cosa facessero non lo capirono, come, per vero dire, non sapevano che cosa dovessero fare essi dal proprio lato; perchè primieramente il numero de’ nemici era grande; in secondo luogo non convenivano tutti in uno stesso sito, ma divisi in più drappelli, tenevano diversi punti della spiaggia.

Non fu poca la costernazione degli Spagnuoli a tal vista, tanto più che vedendo quella ciurma trascorrere alla distesa tutta la pianura si aspettavano senza fallo che, o più presto o più tardi, alcun di costoro lor capitasse addosso o a casa, o s’abbattesse in qualche luogo atto a dargli indizio che l’isola era abitata. Stavano ancora in grande inquietudine e paura pel loro armento di capre, la cui distruzione sarebbe stata niente meno d’una sentenza che li condannasse a morire di fame; laonde la prima risoluzione che presero fu quella di spedire, prima che spuntasse il giorno, tre uomini, due spagnuoli, uno inglese, affinchè traessero alla gran valle ov’era al caverna tutto il gregge e anche dentro la caverna stessa se facea d’uopo, o se avessero veduto i selvaggi uniti insieme tutti in un corpo e a qualche distanza dalle loro piroghe.