Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/509

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e cinque donne, ne fecero presente agl’Inglesi, affinchè se li menassero seco nel viaggio, nella stessa maniera onde noi condurremmo al porto d’una città mercantile un branco di vacche e di buoi per provvedere un bastimento.

Quantunque brutali e disumani si fossero mostrati verso i loro compagni que’ tre malandrini, i loro stomachi a tal vista si rivoltarono. Ma in tal caso non sapeano troppo a qual partito appigliarsi. Ricusare i prigionieri sarebbe stato il più alto affronto che potesse farsi alla selvaggissima cortesia di que’ donatori; mostrarsi grati al dono nella maniera che questi s’immaginavano, no vivaddio! In fine dopo qualche discussione decisero di accettare il dono e offrire in contraccambio ai selvaggi un’accetta, una chiave frusta, un temperino, sei o sette palle da moschetti, delle quali cose, benchè non ne conoscessero l’uso, i presentati mostrarono compiacersi assaissimo; laonde legate le mani di quelle povere creature, le trascinarono nel canotto dei nostri navigatori, che si videro alla necessità di salpare alla presta. Perchè certo, se avessero indugiato niente niente, coloro da cui veniva un così nobile donativo si sarebbero aspettati che i tre stranieri si mettessero a fargli onore col macellare due o tre di quegli animali uomini, convitando in oltre i donatori al banchetto.

Si congedarono dunque dai selvaggi abbondando con essi di tutti quegli atti di rispetto e di ringraziamento che possano praticarsi fra due bande di persone, nessuna delle quali è buona d’intendere una sola parola che venga pronunziata dall’altra. Dato indi vela, tornarono addietro dirigendosi alla prima isola che vedeano. Quivi sbarcati, misero in libertà otto di que’ prigionieri, perchè tutti al bisogno loro erano troppi.

Durante il viaggio, s’ingegnarono di porsi in qualche comunicazione co’ prigionieri conservati; ma era impossibile il fare capire ad essi veruna cosa. Quanto venisse detto o somministrato loro o fatto per loro, quegli infelici lo aveano per un apparecchio di morte. Prima di tutto gl’Inglesi gli sciolsero; le povere creature si diedero ad urlare, massimamente le donne, come se già si sentissero il coltello alla gola. Veniva dato ad essi del cibo? Era lo stesso: ciò si facea, secondo loro, per paura che smagrissero troppo e divenissero men atti al proposito di cucinarli. Qualcuno di essi si vedea guardato con qualche occhio di parzialità? Si scandagliava qual di loro fosse