Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/516

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riputata per la più vecchia e disavvenente di quelle cinque, il che mise d’assai buon umore gli altri e fece ridere anche i gravi Spagnuoli; pure il furfante l’avea pensata meglio di tutti; perchè considerò che così nel matrimonio come in molt’altri affari della vita, la cosa su cui si possa maggiormente contare è la disposizione alla solerzia e al lavoro. Di fatto la compagna che egli preferì si mostrò miglior donna da casa di tutte l’altre.

Appena quelle povere donne si videro schierate in tal guisa e condotte via ad una ad una, le assalse nuovamente il terrore della lor posizione, perchè infallibilmente credettero per sè imminente l’istante di essere divorate. Laonde quando un secondo marito arrivò per menarsi via una di loro, tutte l’altre proruppero in lamentosi gemiti, attaccandosi alla compagna e congedandosi da essa con tali segni di desolazione e d’affetto, che avrebbero mosso a pietà il più indurito cuore del mondo, nè ci sarebbe stato verso di farle persuase, che non venivano tratte allora allora al macello, se finalmente gl’Inglesi non si fossero raccomandati al padre di Venerdì, il quale arrivò una volta a capacitarle che non al macello, ma andavano a nozze.

Terminata questa cerimonia e dissipata alcun poco la paura di quelle sfortunate, gl’Inglesi s’accinsero ad un’opera che diveniva allor necessaria, ed in cui gli aiutarono gli Spagnuoli: all’innalzamento di altrettante tende o capanne per l’alloggiamento separato di ciascuno, perchè quelle due che avevano prima, erano ingombre, stivate di attrezzi stoviglie e provvigioni. Tutto ciò fu eseguito nel giro di poche ore. I tre mascalzoni tristi aveano piantate le loro baracche in qualche maggiore distanza dal quartiere spagnuolo, i due galantuomini un po’ più vicino; e quelli e questi per altro su la spiaggia settentrionale. Pertanto rimanendo eglino separati come erano prima, la mia isola divenne popolala in tre luoghi; e fu origine, se mi e lecito l’esprimermi così, di tre città che cominciavano ad edificarsi.

E qui fu da notare una di quelle contraddizioni che spesse volte si vedono su questa terra; quali saggi fini si abbia la providenza divina nel permetterle, nol saprei dire. Ai due furfanti migliori toccarono le due peggiori mogli; quegli altri tre, che era un trattarli umanamente l’impiccarli, buoni da nulla, nè nati al mondo, a quanto parea, per essere utili a sè medesimi o agli altri, ebbero tre mogli abili, diligenti, solerti e ingegnose. Non crediate già che le due mogli de’ primi fossero cattive quanto ad indole o temperamento,