Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/521

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grande coraggio e valore. Questa rara placidezza di temperamento la diedero a vedere soprattutto nel sopportare con pazienza le intollerabili maniere dei tre Inglesi mascalzoni. Nel presente caso dei selvaggi immersi nel sonno la rettitudine di questa buona gente non si smentì.

Dopo essersi consigliati a vicenda, decisero su le prime di lasciar quieti que’ poveri diavoli e di pazientare, se si potea, fintantoché se ne fossero partiti. Ma il governatore, risovvenutosi che non aveano canotto, pensò che, se si lasciavano vagare per l’isola, si scoprirebbe finalmente essere questa abitata, il che sarebbe stato la ruina della colonia; dietro la quale considerazione, tornati addietro di bel nuovo, e veduto che i tre selvaggi dormivano tuttavia, risolvettero destarli e farli prigionieri: così seguì. Quei poveri sgraziati rimasero oltre ogni dire attoniti al trovarsi presi e legati, onde si rinnovellò la scena medesima delle cinque donne che temevano d’essere uccise e divorate; quella genia, a quanto sembra, si figura che tutti i popoli del mondo facciano com’essa, e si dilettino di mangiar carne umana; ma erano già liberati da questa paura quando vennero condotti via di lì.

Per lor buona sorte gli Spagnuoli non li trassero seco nel loro castello: intendo la mia abitazione appoggiata al monte. Condottili su le prime nel frascato, divenuto la grande fattoria della colonia, la principale stalla cioè delle capre da latte, il maggior campo delle semine, furono in appresso trasportati di lì all’abitazione dei due Inglesi.

Qui vennero posti al lavoro benchè, per dir vero, non avessero un gran da fare. Fosse negligenza nel custodirli, o persuasione che costoro non vedessero nel momento di potere stare meglio che così, un d’essi prese la fuga per traverso ai boschi, nè si riuscì per allora ad avere più notizia di lui.

Due o tre settimane dopo vi furono buone ragioni per credere che costui avesse trovato modo di tornare a casa sua, imbarcandosi in altri canotti di selvaggi che, sbarcati nell’isola per uno de’ lor consueti banchetti, vi si fermarono due giorni: idea che gli atterrì tutti oltre ogni dire. Ne conchiusero, e da vero non senza fondamento, che, se colui arrivava sano e salvo fra i suoi compatriotti, non avrebbe mancato di far noto ad essi come vi fossero abitanti nell’isola, e, quel che è peggio, quanto fossero e pochi e deboli di