Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/522

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forze, perchè quel selvaggio, come ho osservato dianzi, non essendo stato mai condotto nella mia fortezza (e fu gran fortuna) non sapeva nè il giusto numero degli abitanti, nè dove la maggior parte vivesse, nè avea mai veduto il fuoco o udito lo sparo d’alcun moschetto; molto meno gli si erano fatti conoscere i luoghi di ritirata, siccome la nota caverna della valle, o quella che si scavarono recentemente i due Inglesi, e simili cose.

La prima prova che quest’uom fatale era andato a contar tutto, o almeno quanto poteva contare, si fu due mesi appresso la comparsa di sei canotti, i quali, carichi ognuno di sei, sette e anche dieci selvaggi, remavano alla volta della spiaggia settentrionale dell’isola che non soleano mai cercare in passato, e, un’ora dopo il levar del sole, sbarcarono ad un miglio di distanza dalla casa dei due Inglesi ov’era stato tenuto il fuggiasco.

Se tutta la colonia si fosse trovala in un luogo, come il governatore spagnuolo notava, il male non sarebbe stato sì grave, perchè un solo di que’ selvaggi non si sarebbe salvato; ma il caso era ben diverso, perchè si trattava nient’altro che di due uomini contro a cinquanta. La fortuna che ebbero questi due poveri Inglesi fu quella di aver veduti i selvaggi un’ora prima del loro sbarco, e ne fu un’altra che, essendo sbarcati in distanza d’un miglio dalla loro abitazione, ci voleva un po’ di tempo avanti che vi arrivassero. La cosa cui prima pensarono i due Inglesi si fu legare i due schiavi non fuggiti con l’altro. Di fatto aveano troppo giusto motivo di temere un tradimento. Comandarono quindi agli altri due de’ tre selvaggi venuti in compagnia delle cinque donne, e della fedeltà de’ quali, a quanto sembrava, avevano prove, di condurre e i due schiavi in ceppi e le loro mogli, e di trasportare quanto poteva essere traslocato nel ritiro che si aveano, come ne ho fatta menzione dianzi, assicurato ne’ boschi, con l’avvertenza di tener colà, avvinti i piedi e le mani sino a nuovi ordini, i due selvaggi sospetti.

In secondo luogo, veduti i selvaggi non solamente sbarcati, ma in atto d’avviarsi verso le loro case, atterrarono le palizzate entro cui erano custodite le capre domestiche e le sbandarono tutte con la speranza che vagando queste alla libera per le foreste, i selvaggi le giudicassero capre salvatiche; ma il cialtrone che li condusse era troppo scaltro e troppo bene raccontò ad essi tutte le cose affinchè senza divagarsi andassero difilato sui luoghi abitati da uomini.