Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/528

Da Wikisource.
468 robinson crusoe


posta rimpetto al mare, strada affatto contraria a quella del ricovero che dava maggior timore a chi gl’inseguiva. Paghi per allora di ciò tornarono alla pianta ove aveano lasciato il lor prigioniero, liberato, com’essi supposero, da qualche suo compagno, perchè in vece di lui trovarono solamente i pezzi della corda che lo legò a’ piedi dell’albero.

Qui si vedevano in gravi angustie siccome prima, non sapendo nè da qual parte voltare, nè in quanta distanza, nè in qual numero fosse il nemico. Risolvettero pertanto di recarsi laddove erano le loro mogli per vedere se fosse accaduta in quel lato d’isola veruna disgrazia e per confortar queste donne, atterrite da vero anch’esse, perchè, se bene gli assalitori fossero loro compatriotti, non ne aveano minor paura, e forse più perchè conoscevano meglio il loro fare.

Quivi arrivati, s’avvidero bensì che i selvaggi erano stati nel bosco e vicinissimi alla nuova grotta, ma senza trovarla. In fatti, come si è detto, la rendeva inaccessibile la foltezza degli alberi piantatile attorno, e potea scoprirla soltanto chi avesse avuta una guida pratica del sito, aiuto che a coloro mancava. Mentre s’intertenevano ivi i due Inglesi, s’allargò loro il cuore vedendosi venire in aiuto sette Spagnuoli; perchè gli altri dieci, i loro servi, il vecchio Venerdì, intendo il padre di Venerdì, erano andati in corpo d’esercito a difendere il frascato e il grano e gli armenti che vi si custodivano, pel caso che mai i selvaggi penetrassero fin là; ma la scorreria di costoro non si dilatò a questo segno. Coi sette Spagnuoli venivano e uno dei tre selvaggi fatti prigionieri prima, come si disse, e l’altro ancora che, mani e pie legati, gl’Inglesi si aveano lasciato addietro. Ecco come sembra che la cosa fosse. Gli Spagnuoli, veduto lungo la strada l’eccidio dei sette selvaggi, sciolsero l’ottavo e lo condussero seco fin qui, ove per altro si trovò espediente di legarlo di nuovo per lo stesso principio ond’erano stati assoggettati alla medesima condizione i due compagni del selvaggio che con tanto danno della colonia aveva presa la fuga.

I prigionieri principiavano ora a divenire d’aggravio ai coloni che, avendo in oltre sì grave motivo di temere la loro fuga, furono sul punto di risolversi ad ucciderli tutti, come espediente dettato dall’imperiosa necessità di conservare sè stessi. Ma il governatore spagnuolo nol comportò, limitatosi allora ad ordinare che fossero posti fuori de’ piedi di tutti col mandarli alla mia antica caverna, e