Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/533

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salvezza in passato, ciò si avverava tanto più ora che il numero dei nemici era sì sterminato. Tornarono dunque ad atterrare le case fabbricate di nuovo dai due poveri inglesi, trasportando i loro armenti nella mia vecchia caverna; che ben s’immaginavano che, appena fosse giorno, i selvaggi sarebbero venuti in quel campo a rinovare la caccia antica, ancorchè questa volta fossero sbarcati due leghe lontano di lì. In secondo luogo, trasportarono nello stesso nascondiglio gli armenti custoditi in quella che io chiamava mia casa di villeggiatura, appartenente allora agli Spagnuoli: in somma fecero sparire quanto poteano ogni indizio atto a dar sospetto che vi fossero abitanti nell’isola; poi la mattina di buon’ora si posero in agguato con tutta la loro forza nella piantagione de’ due Inglesi, aspettando quivi che i nemici arrivassero.

Come aveano congetturato, accadde. I nuovi invasori, lasciati i canotti alla spiaggia orientale dell’isola, s’avviarono lungo la costa alla volta dell’alloggiamento scelto dai coloni in numero di duecento cinquanta circa, come ad occhio sì potè giudicare. L’esercito coloniale era piccino da vero, e per maggiore disgrazia non armato nemmeno a proporzione del suo piccolo numero. Il suo ammontare era in circa il seguente.

17 Spagnuoli
5 Inglesi
1 Il vecchio Venerdì, o sia il padre di Venerdì
3 Schiavi: quelli presi in compagnia delle donne selvagge, e che diedero prove della maggior fedeltà
3 Altri schiavi che viveano con gli Spagnuoli.

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Per armare tutta questa gente vi erano:

11 Archibusi
5 Pistole
3 Schioppi da caccia
5 Moschetti: quelli che tolsi ai marinai ammutinati e da me ridotti a suggezione prima della mia partenza dall’isola
2 Spade
3 Vecchie alabarde.

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