Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/547

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istruzioni, non uscivano una sola volta dei loro confini, entro i quali vivevano quando giunsi nell’isola e andai a vederli.

Furono ammaestrati sul modo di seminare il grano, di fare il pane, di allevarsi capre domestiche e di mungerle. Mancava ad essi l’avere donne per divenire presto una nazione. Il confine assegnato loro era un braccio di terra ricinto d’alti dirupi alle spalle e inclinato verso il mare che gli stava rimpetto sul lato dell’isola posto tra mezzogiorno e levante. Avevano un bastante spazio di terreno e buono e fertile da coltivare: largo all’incirca un miglio e mezzo; lungo tre o quattro.

Gli Spagnuoli insegnarono loro a fabbricarsi vanghe di legno come quelle che mi area fatte io con le mie mani, e li regalarono di dodici azze e tre o quattro coltelli. Qui conducevano una vita di creature le più docili ed innocenti di cui siasi mai udito parlare.

Dopo ciò la colonia godè d’una perfetta tranquillità, immune di ogni timore rispetto ai selvaggi che le erano vicini, sino al tempo in cui tornai a visitarla, il che fu dopo due anni. Non dirò già che a quando a quando alcuni canotti d’Indiani non approdassero ivi per qualcuno de’ trionfali orridi loro banchetti; ma, essendo di diverse nazioni, e forse non avendo mai udito parlare di quelli che erano sbarcati nella stessa isola prima di essi, non fecero niuna ricerca dei loro compatriotti; e se avessero fatta qualche indagine per questa cagione, sarebbe stata per essi cosa ben difficile lo scoprirli.

Così io credo aver dato un pieno ragguaglio di quanto accadde nell’isola, delle cose almeno più degne di commemorazione, fino all’istante del mio ritorno. Gl’Indiani o selvaggi furono in guisa maravigliosa condotti a civiltà dai coloni che gli andavano sovente a visitare, ma proibivano ai primi sotto pena di morte il restituire queste visite, tanta paura avevano di vedere una seconda volta posto a soqquadro la loro compagnia.

Una cosa notabilissima si è che i coloni, avendo insegnato agl’Indiani il modo di fare lavori di vimini, gli scolari superarono di gran lunga i maestri; perchè fecero un mondo di belle manifatture in tal genere, soprattutto ogni sorta di panieri, vagli, gabbie da uccelli, portabicchieri, ed anche sedie, sgabelli, letti grandi e piccoli, e mille altre vaghe cose: ogni qual volta si mettevano in questi lavori, davano a vedere un acutissimo ingegno.