Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/559

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non di levarli di lì, ma di migliorare la loro sorte, perchè vi si stabilissero: in prova di che raccontai ai medesimi come avessi trasportato con me diverse maniere di sussidi efficaci a farli star bene; essere io abbondantemente fornito di quanta sarebbe stato necessario così alla loro vita come alla loro difesa, ed avere in oltre condotte le tali e le tali persone con me per così far nuove reclute alla colonia e perchè fossero utili agl’indispensabili bisogni della colonia stessa, e, professando ciascuno di questi arti meccaniche, la mantenessero provveduta d’ogni cosa necessaria di cui avea mancata fin allora.

Mentre io parlava così, erano tutti convenuti intorno a me e Spagnuoli ed Inglesi, e prima di somministrare loro i sussidi che aveva portati meco, gl’interrogai uno per uno, affinchè mi dicessero se avevano affatto dimenticati e coperti, come si suol dire, d’una pietra sepolcrale i primi astii, e se si sarebbero toccati scambievolmente la mano e promessi a vicenda una stretta amicizia ed unione d’interessi, tanto che non nascessero più risse o malivoglienze fra loro.

Fu primo a rispondermi con esuberanza di lealtà e buon umore Guglielmo Atkins:

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