Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/560

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— «Abbiamo avuto tutti bastanti traversie per porre giudizio, e bastante numero di nemici dal di fuori per divenire tutti amici al di dentro. Dal canto mio starei a patto di vivere e morire con questi compagni. E son sì lontano dall’avere cattivi disegni verso gli Spagnuoli, che confesso non m’aver essi fatto nulla più di quanto il mio cattivo temperamento rendea necessario; io anzi ne’ panni loro avrei fatto peggio. Se volete (qui si volgeva a me) son pronto a chiederli di perdono pei tratti brutali e da vero matto che ho usato verso di essi, nè desidero meglio del vivere con loro ne’ termini di una piena amicizia e di fare tutto quanto dipende da me per convincerli di ciò. Pel tornare nell’Inghilterra non mi curo di rivederla da qui a venti anni.»

Gli Spagnuoli non si stettero dal dichiarare, che se alla prima disarmarono Guglielmo Atkins e i suoi due compagni, gli aveva astretti a ciò la strana loro condotta, come ne aveano già fatte le anticipate proteste che mi ricordarono in conferma della necessità che gli spinse.

— «Ma poichè, soggiugneano, Guglielmo Atkins si è comportato sì valorosamente nella grande battaglia che abbiamo sostenuta coi selvaggi ed in altre occasioni; poichè si è mostrato sì fedele e affezionato all’interesse comune di tutti noi, dimentichiamo ogni cosa passata, e giudichiamo che debba essere fornito d’armi e provveduto di quanto gli bisogna al pari di tutti noi.»

E dell’essere soddisfatti di lui gli diedero una evidente prova col conferirgli il comando in secondo dopo il governatore; anzi per dimostrare sempre più la confidenza che avevano presa in lui e nei suoi compagni, dichiararono aversela essi meritata per tutte quelle vie onde gli uomini d’onore s’acquistano la pubblica fede; accolsero indi di tutto cuore questa occasione per farmi certo che d’allora in poi non avrebbero mai avuti interessi separati gli uni dagli altri.

Dopo queste leali dichiarazioni, si convenne di autenticarle pranzando tutti in compagnia nel dì appresso, e fu veramente uno splendido banchetto. Feci venire su la spiaggia per apparecchiarlo il capo cuoco del nostro bastimento ed il suo aiutante, ai quali diede una mano il vecchio cuoco in secondo che, come sapete, avevamo nell’isola. Così pure ordinai si portassero a terra sei pezzi di manzo, quattro di porco salati tolti dalle nostre provvigioni marittime; ne trassi pure due vasi da punch con gl’ingredienti per farlo, oltre a dieci fiaschetti di claretto di Bordò ed altrettanti di birra inglese,