Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/566

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scala a mano, come ho già detto più volte. Notate di più che sul monte ove si poteva aver questo ingresso, era stata piantata, anche lì, una foltissima selva (larga più d’una bifolca) d’alberi, chè v’è noto come crescessero rapidamente e s’intrecciassero insieme; e l’unico passaggio donde si potesse pervenire al sito ove si potea porre la scala, era un impercettibile vano fra due di questi alberi.

L’altra colonia era quella di Guglielmo Atkins, or composta di quattro famiglie d’Inglesi (cinque con la vedova di quello che morì in guerra) e de’ loro figli e delle donne loro, dal giovine venuto con me e della cameriera, alla quale fu dato marito prima che io partissi dall’isola. Aggiugnete i due carpentieri, il sartore e il ferraio, tutti utilissimi alla colonia, ma quest’ultimo più necessario di tutti, come armaiuolo per tener cura de’ moschetti, fondamento principale della comune sicurezza. Non ci scordiamo per ultimo il mio famoso fa tutto, che contava, egli solo, per venti uomini, a tanti mestieri era adatto, e che oltre all’essere pieno d’ingegno rallegrava ognuno con la sua giocondità. Prima ch’io abbandonassi l’isola, gli demmo per moglie la giovane di cui si è fatta menzione poc’anzi.