Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/581

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robinson crusoe 513


di quelle povere creature, quand’anche non dovessi giammai portare il piede fuor di quest’isola, nè giammai rivedere il mio nativo paese. Per altro, se vi degnate affidarmi quest’incarico, cosa ch’io riguarderò come un segnalato favore, e farà ch’io non mi scordi di voi nelle mie preghiere al Signore finchè avrò vita, se ciò succede, devo prima di tutto domandarvi caldamente una grazia.

— Ed è?

— Che permettiate al vostro Venerdì di rimanere meco qual mio interprete ed assistente presso que’ poveretti. Vedete che, se non ho chi m’aiuti, nè io posso parlare ad essi nè essi a me.»

Il solo udirmi fatta una simile inchiesta mi pose in non poca agitazione, perchè al tutto io non me la sentiva di staccarmi da Venerdì, e ciò per più d’un motivo. Primieramente, egli era stato il compagno de’ miei viaggi, nè solamente io me lo tenea caro per la sua fedeltà, ma in oltre per un’affezione sincera che non poteva essere spinta più in là; anzi io era risoluto di beneficarlo considerabilmente se mi sopravviveva, come sembrava probabile. Poi io ben sapea d’averlo allevato nella fede protestante: sarebbe stato un confonderlo il volergliene or fare adottare un’altra. Già, finchè tenea gli occhi aperti, non avrebbe mai voluto persuadersi che il suo padrone fosse un eretico e andasse per conseguenza dannato; poi sapeva io se quel povero idiota, imbarazzato dai nuovi insegnamenti, non finirebbe col non crederne vero nessuno e tornare all’antica idolatria? In questi frangenti del mio spirito mi nacque finalmente l’idea di un temperamento, e lo udirete tosto.

Già prima di tutto feci capire al mio prete che per qual si fosse cosa non avrei saputo risolvermi a lasciare in abbandono il mio Venerdì, ancorchè si trattasse d’un’opera sì buona o dal mio buon consigliere apprezzata più della sua vita; d’altra parte essere io persuaso che questo servo non consentirebbe mai a separarsi da me. Soggiunsi che lo sforzare la sua volontà sarebbe stata una manifesta ingiustizia; tanto più che gli aveva promesso di non licenziarlo mai, com’egli si era solennemente obbligato a non abbandonarmi se per forza non lo cacciava via.

— «Ma come farò dunque io, dicea costernatissimo quel povero ecclesiastico, ad accostarmi a quegli sfortunati senza intendere io una parola di quanto mi diranno, essi una sola delle parole che dirò loro?»