Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/584

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— «Noi le amiamo, costui rispose, le nostre donne, come se fosser nate ne’ nostri paesi, nè vorremmo abbandonarle a qualunque costo. Abbiamo troppi motivi di crederle e oneste e savie, e vediamo che fin dove giunge la loro abilità, non risparmiano fatiche per noi e pei nostri figli, come potrebbe fare qualunque brava donna da casa. Guardate! (e qui si fece a parlarmi in disparte) se venissero a dirmi di levarmi qui, di ricondurmi in Inghilterra e di farmi capitano del miglior bastimento da guerra di tutta una flotta, non andrei, semprechè non mi fosse permesso di portarmi la mia moglie e i miei figli; e se ci è un prete nel vostro bastimento che ci voglia sposare, non desidero di meglio.»

Qui proprio io lo voleva. L’ecclesiastico in quel momento non si trovava meco, ma era andato poco lontano. Per iscandagliar meglio il mio galantuomo me lo tirai in disparte e gli dissi:

— «Qui il prete lo abbiamo. Se parlate sinceramente, io vi fo sposo domani mattina. Vi do tempo di pensarci e d’intendervi anche cogli altri.

— Per la parte mia, rispose Guglielmo Atkins, non ho bisogno d’intendermi con nessuno, perchè son prontissimo a fare quanto mi dite, e ci ho un gran gusto che vi sia questo prete con voi; nondimeno credo che anche gli altri saranno del mio parere.»

Gli raccontai che il prete mio amico era un Francese, e che non parlava l’inglese: ma soggiunsi che gli avrei fatto da interprete. Per fortuna non istette a domandarmi se fosse papista o protestante, cosa che, a dir la verità, mi faceva un po’ di paura. In questa intelligenza ci separammo; io raggiunsi il mio ecclesiastico; Guglielmo Atkins andò a parlare co’ suoi compagni. Io non aveva piacere che il prete francese si lasciasse veder da costoro, finchè le cose non fossero mature; gli riferii intanto le risposte che aveva avute. Non era ancora fuori del loro campo che corsero tutti da me per dirmi che aveano già pensato all’aggiustatezza di quanto avevano udito dirsi da parte mia; si protestarono contentissimi ch’io avessi un sacerdote in mia compagnia; ben lontani dall’idea di separarsi dalle loro donne ripeterono ad una che avevano sol mire oneste quando le scelsero per loro compagne. Diedi dunque ad essi un convegno in casa mia per la successiva mattina. Ebbero intanto il tempo di far nota alle donne stesse la loro intenzione di farle spose legittime, e di dar loro a capire che cosa fosse matrimonio secondo la legge, e come questo non solo