Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/597

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robinson crusoe 527


romano il fare distinzione fra un protestante e un pagano; tra l’uomo che invoca Gesù Cristo, benchè in una guisa che non credo si accordi con la vera fede, e col selvaggio o barbaro che non conosce nè Dio nè Cristo nè Redentore. Se non avete la fortuna d’essere ammessi nel seno della cattolica chiesa, siete almeno più vicini ad entrarvi di colui che non sa nulla nè di Dio nè di chiesa. M’allegro perciò quando vedo quel pover uomo, che voi mi dite essere stato un malvagio e poco meno d’un assassino, prostrarsi per pregar Gesù Cristo... noi supponiamo almeno che si sia inginocchiato con questo fine... benchè non pienamente illuminato dalla sua grazia; e me ne allegro perchè spero che Dio, da cui credo che proceda quanto attoniti or contempliamo, gli toccherà il cuore e lo promoverà a suo tempo ad una compiuta cognizione del vero. E se Dio può tanto che quest’uomo istruisca e converta a lui quella povera ignorante selvaggia di sua moglie, ho a credere ch’egli respinga da sè l’autore di un’opera così santa? E non ho forse motivi di sentir compiacenza, e tanto maggiore quanto più vedo una creatura avvicinarsi alla cognizione del vero Dio, se bene non sia giunta nel grembo della chiesa cattolica tutt’ad un tratto e in quel punto che avrei desiderato io? Lascio poi alla bontà dello stesso Dio la cura di perfezionare la sua opera nel tempo e per quelle vie che nella sua alta saggezza giudicherà più espedienti. Da vero sarebbe una festa per me se tutti i selvaggi dell’America fossero condotti a pregare Dio, come quella povera donna, ancorchè tutti divenissero protestanti: sempre meglio che se rimanessero pagani o idolatri? Crederei fermamente che chi ha compartita loro questa luce, si degnerebbe illuminarli di più con un raggio della celeste sua grazia e condurli sotto il manto della vera chiesa, quando lo giudicherebbe opportuno.»

Mentre mi comprendeano di ammirazione e stupore l’indole ingenua e il candor di animo di quel pio papista, la possanza dei suoi ragionamenti mi convinceva; onde pensai allora, che, se quel suo carattere fosse comune ne’ suoi confratelli, saremmo tutti cattolici cristiani, qualunque fosse la professione che ci riunisse, perchè lo spirito di carità diverrebbe sì operoso in tutti, che ben presto ne saremmo guidati quanti siamo su i retti principî; e poichè egli credea che tale spirito di carità varrebbe a renderne tutti cristiani cattolici, gli dissi io pure per parte mia:

— «Ed io credo che se tutti i membri della vostra chiesa