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Il prete francese. Un parricidio!


Il povero prete divenne pallido pallido, quando Atkins diede in questa esclamazione, perchè io gli andava spiegando parola per parola ogni detto di questo, e parve che prendesse la cosa troppo alla lettera.


Robinson, al prete. No, amico; io la intendo diversamente. Guglielmo Atkins, spiegatevi. Voi non uccideste vostro padre, non lo uccideste con le vostre mani?

Atkins. No, signore, non gli troncai il collo, ma troncai il corso della sua felicità e gli ho accorciata la vita. Ho straziato il suo cuore contraccambiando con la più snaturata ingratitudine i più teneri e affezionati trattamenti che abbia mai saputo usare un padre, che un figlio abbia mai potuto ricevere.

Robinson. Ascoltatemi, Atkins, non vi ho fatta questa domanda per estorcere una tal confessione da voi. Intorno a ciò prego Dio che vi conceda la grazia d’un pentimento verace, e vi perdoni questa e altre colpe; ma il fine della mia interrogazione è stato tutt’altro. Benchè non siate fornito di molta dottrina, si vede nondimeno che non siete ignorante, come alcuni altri, nel conoscere il vero bene, e che in fatto di nozioni religiose ne avete molte al di là di quanto le abbiate poste in pratica. Per ciò vi domandava....

Atkins. Ancorchè, signore, voi non abbiate cercato di strappar dal mio labbro la confessione che vi ho fatta intorno a mio padre, me l’avrebbe estorta la mia coscienza; e ogni qual volta riandiamo col pensiere la nostra vita passata, i delitti commessi contro amorosi genitori sono i primi crudeli pensieri che ne trafiggono; e la ferita che vibrano è più profonda, l’oppressione che lasciano nell’animo è più grave di quanto il siano la puntura, il peso d’ogn’altra colpa.

Robinson. O Atkins, voi toccate una corda troppo dilicata, troppo sensibile al mio cuore, perchè io possa sopportarne il suono.

Atkins. Voi, mio signore, non potete sentir questa corda. Ardisco dire che di tali cose non potete intendervene.

Robinson. Sì, Atkins, che me ne intendo! Ogni spiaggia, ogni colle, posso anzi dire ciascun albero di quest’isola è testimonio delle angosce provate dalla mia anima per la ingratitudine, pe’ mali trattamenti da me usati ad un buono, ad un tenero padre, ad un padre,