Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/612

Da Wikisource.
542 robinson crusoe


Dopo mill’altre cose sagge e affettuose dette ad entrambi, li raccomandò alla misericordia di Dio e li benedì nuovamente: chè già non cessai una volta di ripetere ad essi in francese quant’egli avea detto; così furono compiuti entrambi i riti, nè credo di aver passato in mia vita un giorno sì contento e piacevole, come fu questo.

Ma il mio ecclesiastico non voleva che tutto stesse qui; i suoi pensieri si volgevano sempre su la conversione dei trentasette selvaggi, per imprendere la quale sarebbe rimasto di tutto buon grado nell’isola. Io nondimeno lo persuasi di due cose: primieramente che una tale impresa non era possibile a fare per sè stessa; in secondo luogo gli feci vedere, come nel partirmi dall’isola avrei potuto dare tale sesto alle cose, che, anche assente, egli ne sarebbe stato contento; ma di ciò parleremo più tardi.

Condotti così ad un buon punto gli affari dell’isola, io mi disponeva a tornare a bordo del mio legno, quando venne a cercarmi quel giovine ch’io avea raccolto dal bastimento, la cui ciurma moriva di fame, spiegandomi la sua contentezza per aver inteso essere con me un ecclesiastico, il quale io avea adoperato per unire in matrimonio uomini cristiani con donne selvagge.

— «Vengo adesso, proseguì, a proporvi, prima che ve ne andiate di qui, un matrimonio che non dovrebbe dispiacervi fra due Cristiani.»

Credei subito gli fosse venuto in mente di sposare la giovine che era stata cameriera di sua madre, onde principiai col dargli de’ consigli.

— «Figliuolo, gli diceva, non saltate dentro così a piè pari in questo negozio, spinto forse a ciò dalle condizioni della vostra solitudine. Pensate che avete in questo mondo una sostanza piuttosto considerabile e de’ buoni amici, come ho saputo da voi e dalla stessa vostra cameriera. Ma questa cameriera in fine non è altro che una fante, povera in oltre e sproporzionata al caso vostro, anche rispetto agli anni, perchè essa ne ha ventisei o ventisette, e voi siete fra i diciassette e i diciotto. È cosa probabilissima che un dì o l’altro, mediante la mia assistenza, diate un addio a questo deserto, per rivedere nuovamente la patria vostra. Allora c’è da scommettere mille contr’uno che vi trovereste pentito della vostra scelta, e il rammarico che ne avreste farebbe l’infelicità di due creature ad un tempo.»