Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/618

Da Wikisource.
546 robinson crusoe


appresso scesi su la spiaggia, indi tornati via nuovamente, perchè d’allora in poi non ho più udito che i piantatori abbiano sofferto assalti o disturbi da quella genìa.

Or mi ricordai della promessa che aveva fatta al mio prete cattolico cui mi volsi in questa maniera:

— «Vi dissi che forse avrei avviata l’opera della conversione dei selvaggi in modo da esserne contento voi, se anche venite via dall’isola, come spero, in mia compagnia: siamo a tiro. Or che ho ripartiti, come vedete, tutti i selvaggi tra famiglie cristiane, se ciascun individuo di esse fa la parte sua col selvaggio o coi selvaggi che gli toccano, non dubito che non raggiungiamo l’intento.

— Se ciascuno fa la parte sua! ripetè l’ecclesiastico. Qui sta il punto. Ma come fate ad assicurarvi che questa sua parte ognuno la faccia?

— Li manderemo a chiamare tutti insieme, o vero anche andremo a trovarli uno per uno.

— La seconda idea mi garba meglio» soggiunse il prete.

Ci ripartimmo pertanto questo lavoro; egli parlò agli Spagnuoli, tutti papisti, io agl’Inglesi, tutti protestanti, e ciascuno dal canto nostro non mancò di raccomandare caldamente questa buona impresa, e soprattutto ci facemmo promettere da tutti di non far mai nelle loro esortazioni ai selvaggi veruna distinzione fra i papisti e i protestanti[1], e di limitarsi a dar loro generali nozioni su Dio e Gesù Cristo Salvatore del mondo. A tanto si obbligarono gli Spagnuoli e gl’Inglesi.


  1. Robinson avrà ottenuto ciò facilmente da que’ suoi Inglesi, che erano addietro fin nella fede protestante; ma non è verisimile che il prete cattolico fosse giunto a persuadere questo contegno a Spagnuoli zelantissimi del cattolicismo romano nè d’altronde avrebbe potuto nemmeno provarcisi senza tradire il proprio ministero. Ma il prete cattolico romano di questa storia è meramente creatura della fantasia dell’autore protestante.