Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/619

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robinson crusoe 547


Presente di una Bibbia; digressione non priva d’attrattiva; partenza dall’isola.



Giunto che fui alla casa di Guglielmo Atkins (mi sia lecito di chiamarla casa, benchè non credo si siano mai veduti al mondo fuori di questo caso lavori foggiati a guisa di canestri che abbiano nome di casa), seppi per prima cosa che la giovine da me encomiata poco fa e la moglie di Atkins erano divenute intrinsiche amiche; laonde la prima di esse, persona, come ho detto, dotata di grande prudenza e pietà, perfezionò il lavoro che lo stesso Atkins aveva incominciato. In fatti, benchè non fossero scorsi più di quattro giorni dopo la conversione della selvaggia, questa nuova battezzata era divenuta tal buona Cristiana, che rare volte trovansi Cristiani simili, conversando con tutto il mondo.

Nella mattina precedente a questa mia visita mi era venuto in mente che tra le cose necessarie distribuite e prima e dopo ai miei coloni, non aveva pensato a lasciar loro una Bibbia; nel che mi mostrai bene più mal avvertito rispetto a loro, che non fu a mio riguardo quella mia buona amica, quella vedova inglese quando nel farmi giugnere da Lisbona un carico del valore di cento sterlini v’introdusse tre Bibbie e un libro delle preghiere. Da vero la carità di quest'ottima donna fu più estesa nelle sue conseguenze, di quanto se lo avesse immaginato ella stessa, perchè il suo donativo servì al conforto e all’ammaestramento d’individui che ne profittarono assai meglio di me.

Io avea dunque presa meco una di queste Bibbie nel venire alla casa di Guglielmo Atkins, e fu allora quando mi raccontò con eccesso di gioia l’amicizia intrinseca che avevano contratta insieme la nuova battezzata e la giovine inglese. Gli chiesi se in quel momento erano insieme; mi rispose di sì. Entrato pertanto in compagnia di lui, le trovai di fatto che stavano discorrendola seriamente fra loro.