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mossi da una potentissima speranza di trovare in quel paese molto oro; ma un caso che non s’aspettavano eglino stessi, mise il fuoco della vendetta ne’ loro petti; indi si trasformarono tutti in altrettanti demoni.

Capitati in alcune case d’Indiani da essi prese da prima per la città, che era un mezzo miglio più oltre, s’accorsero presto non esser queste case più di dodici o tredici, il che li mise in grande imbarazzo, perchè non sapevano, nè dove fosse la vera città, nè a quanto ne ammontassero le abitazioni. Consigliatisi quindi fra loro sul partito cui appigliarsi, rimasero per qualche tempo senza risolvere nulla; perchè, se piombavano addosso a quegl’Indiani addormentati, è certo che potevano farne un macello o impadronirsi di quasi tutti; ma nell’oscurità della notte, sol rischiarata da un debole chiaro di luna, v’era da scommettere dieci contr’uno, che qualcuno sarebbe fuggito lor dalle mani; e se un solo fuggiva, correva certamente a svegliare gli abitanti della città, e si avrebbero tirati addosso un intero esercito. Per altra parte, se andavano avanti lasciando dormire quei che dormivano, non sapeano da qual parte voltarsi per trovar la città; pur giudicarono questo il consiglio migliore, onde risolvettero di non molestare gli uomini immersi nel sonno, e di cercar la città alla ventura e come potevano.

Dopo fatto un po’ di cammino s’abbatterono in una vacca legata ad un albero, il che suggerì a costoro il pensiere di farsi di questa bestia una guida, ed ecco qual fu il loro ragionamento: «La vacca deve appartenere a qualche cittadino, o la città sia più innanzi, o ce l’abbiamo lasciata addietro. Se la sleghiamo, vedremo che strada prende. Se torna addietro, già la vacca non parla, e siamo nell’imbroglio come prima; ma se va avanti, la seguiremo.» Tagliarono adunque la corda che era fatta di giunchi intrecciati, ed ecco che la vacca andò avanti prendendo la via della città, ed essi a seguire la vacca.

Questa città, come poscia narrarono, consisteva a un dipresso in dugento case o capanne, entro alcune delle quali convivevano unite diverse famiglie. Ivi trovarono tutto nel silenzio, e in quella sicurezza che il sonno concilia a chi dorme. Qui, tenuto nuovamente consiglio, decisero che si dividerebbero in tre corpi; che ciascun uomo d’essi si piglierebbe l’assunto di appiccare il fuoco a tre case in tre punti della città; che appostate le persone che naturalmente