Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/656

Da Wikisource.
582 robinson crusoe


effetto il nero loro divisamento. Mentre stavano a ciò animandosi scambievolmente, udirono chiamarsi forte da tre de’ loro compagni andati un po’ più avanti degli altri, i quali esclamavano: «È trovato Tommaso Jeffrey!» Corsero tutti in grande fretta sul luogo, ove videro la salma ignuda di quel povero sgraziato impiccato per un braccio ad un albero con le canne della gola tagliate.

Presso a quell’albero appunto stava una casa indiana abitata da sedici o diciassette caporioni della contrada, di quelli stessi che avevano avuta maggior parte nella recente battaglia, e due o tre feriti dalla mitraglia del bastimento. I nostri poterono accorgersene, come s’accorsero, che erano svegliati, e che parlavano tra loro; ma il preciso numero nol seppero distinguere.

La vista del trucidato compagno gli accese di tanto furore, che si giurarono l’uno all’altro di farne orrenda vendetta, e di non dar quartiere di sorta alcuna a quanti Indiani capitassero lor nelle mani. Poi vennero tosto ai fatti, nè sì inconsideratamente come dalla rabbia che invadea costoro poteva aspettarsi.

Il primo loro pensiere fu quello di procurarsi buone materie incendiarie; ma presto s’avvidero che non bisognava faticar molto, nè andar lontano per questa ricerca. Quelle case erano basse la maggior parte e coperte da tetti di stoppia e di giunchi abbondantissimi nel paese. Fabbricatisi in fretta non so quanti di quelli che gl’Inglesi chiamano wildfire (fuoco salvatico), panetti di polvere inumidita e impastata sul palmo della mano, incendiarono col soccorso di questi la città in quattro parti, e soprattutto l’indicata casa di caporioni indiani, che non s’erano coricati.

Appena il fuoco cominciò a spandersi manifestamente, quelle povere spaventate creature si davano a correre per salvare le loro vite; ma questo tentativo li rendea più presto convinti dell’inesorabile fatalità del loro destino, perchè alla porta trovavano uomini spietati che li respingevano entro le fiamme.

Il guardastiva nè ammazzò due o tre con la scure alla porta della casa principale, donde per altro cercarono uscire più tardi per essere quella più spaziosa; ma ecco in qual modo il barbaro guardastiva li costrinse a mostrarsi. Senza prendersi egli il fastidio di entrar nella casa, lanciò una granata tra que’ poveretti che alla prima gli atterrì solamente. Ma quando scoppiò, fece tale strage fra essi, che gridavano come anime dannate, e quelli che si trovavano nella parte