Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/657

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robinson crusoe 583


più aperta dell’abitazione, rimasero uccisi, eccetto due o tre: e furono quelli che affacciatisi alla porta trovarono la morte per mano del guardastiva e d’altri due che li finirono con le loro baionette in canna. Costoro spedivano quant’altri se ne presentavano nella stessa maniera.

Vi era poi nella medesima casa un’altro appartamento, ove dimoravano il principe, o re, o come meglio chiamavasi, e i suoi cortigiani. Questi sgraziati furono costretti a star lì al lento fuoco, sinchè finalmente, precipitando il tetto, rimasero soffocati tra le infiammate rovine.

Per tutto questo tempo i nostri ebbero l’avvertenza di non sparare un moschetto per non destare i proprietari delle case fin allora intatte, prima del tempo in cui avrebbero potuto assicurarsi di loro. Ma il fuoco principiò tanto a distendersi che già operava da sè; anzi i furfanti ebbero di grazia raccogliersi in un solo corpo, perchè le case essendo tutte d’una materia grandemente combustibile, non poteano più aprirsi strada tra l’una e l’altra; onde non rimase loro a far altro, che costeggiare l’incendio per esser pronti, se alcuni o fuggivano fuor delle abitazioni che ardevano, o lo spavento li traeva fuori di quelle che non ardevano, ad accopparli. S’incoraggiavano all’orrida fazione, gridando gli uni con gli altri: «Ricordatevi di Tommaso Jeffrey!»

Mentre queste cose seguivano, io me ne stava, potete immaginarvelo, assai malinconico nella mia scialuppa; e la malinconia crebbe in me al vedere le fiamme che in grazia della notte sembrava mi fossero lì da presso. Intanto mio nipote, il capitano, che aveva lasciato sul bastimento, fu destato dalla sua ciurma e, veduto quell’incendio, entrò egli pure in gravi perplessità non sapendo da che procedesse, o in qual pericolo fossero i suoi; e maggiore fu la sua inquietudine, quando udì lo sparo dei moschetti, chè i nostri malandrini, quando si credettero ben sicuri del fatto loro, principiarono a lavorare con l’armi da fuoco. Mille angosciosi pensieri opprimevano la sua mente su la sorte mia e dello scrivano, onde finalmente, se bene non avesse uomini d’avanzo pel bisogno della sua navigazione, pure, non sapendo a quali strette ci potessimo trovare, fe’ lanciare in acqua un’altra scialuppa, e venne a trovarmi scortato da tredici uomini.

Sorpreso al maggior segno nel veder lo scrivano e me con soli