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due uomini nella prima scialuppa, certo si rallegrò nell’udire che a noi non era intravenuto nulla di male; ma durava in lui la stessa ansietà di sapere come stessero le cose, perchè il frastuono continuava e la fiamma crescea. Volea ch’io ne lo informassi, nè io sapea dirgliene di più. L’impaziente sua curiosità divenne in ciò tanto forte, che sarebbe stato impossibile a verun uomo della terra il sedarla. Voleva risolutamente sapere, che cosa si facesse su la spiaggia, si affannava pe’ suoi uomini; per farla corta dichiarò di volere accorrere in aiuto della sua gente, che che dovesse succedere.

Gli ripetei le stesse rimostranze che aveva fatte agli uomini andati prima, vale a dire su i riguardi dovuti alla salvezza del bastimento, al pericolo di non terminare il nostro viaggio, all’interesse de’ proprietari del carico con cui ci eravamo obbligati, e simili cose.

— «Piuttosto, soggiunsi, mi trasferirò io con due uomini su la spiaggia per vedere di scoprire ad una certa distanza qualche cosa di quanto or succede, poi verrò a riferirvelo.»

Il parlare a mio nipote fu tutt’uno di quello col quale avea voluto dissuadere il guardastiva e gli uomini, che colui instigò. Solamente sospirava i dieci uomini che s’avea lasciati addietro nel bastimento.

— «Non posso reggere, diceva, all’idea che la mia gente soggiaccia, per averla io lasciata mancar di soccorsi. Vadano in malora il bastimento, il viaggio, la mia vita, tutto, ma li voglio salvare.» E fu questa l’ultima sua decisione.

Non potei togliermi dall’accompagnarlo come non avea potuto persuaderlo a non arrischiarsi a tale impresa. Anzi egli ordinò che due uomini della sua scialuppa, andando alla volta del bastimento, ne levassero altri dodici uomini e li conducessero lì entro la stessa scialuppa. Giunti che furono, sei vennero lasciati per far la guardia alla prima scialuppa e alla seconda rimessa all’âncora, in guisa che non rimaneano più di sedici uomini nel bastimento; perchè in tutti eravamo su le prime sessantacinque, e or mancavano i due che furono origine di tutto questo scompiglio.

Postici in cammino potete credere che non sentivamo la terra sotto i nostri piedi, e guidati dalla vampa dell’incendio non dovemmo titubare, onde arrivammo difilati al teatro di quel disastro. Se dianzi ne avea fatti attoniti lo strepito degli archibusi e delle granate, or ci empieva d’orrore un frastuono d’altra natura: i gemiti di quella misera popolazione. Devo confessare che non era mai stato