Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/681

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lungo tempo m’aveva inquietato tanto, quanto l’aver perduta l’occasione di eseguire un viaggio ch’io mi figurava, fatto in tal compagnia, e sicuro e dilettevolissimo per me, tanto più che s’accordava col mio prediletto disegno di vedere paesi sempre più nuovi e portarmi di più verso casa. Ma pochi dì appresso, ebbi altrettanto motivo di consolarmi quando venni a sapere che schiuma di furfanti mi fossi augurato in mia compagnia. La storia di costoro era questa. Colui che chiamavano capitano, non lo era in sostanza, ma unicamente il cannoniere del bastimento. In un viaggio di traffico vennero assaliti da alcuni Malesi che uccisero il capitano e tre de’ suoi ufiziali. Undici sopravvissuti presero la risoluzione di fuggir via col bastimento stesso e venirlo a vendere al Bengala dopo avere lasciati a tradimento su la spiaggia cinque ufiziali; e così fecero.

Ma in fine, qualunque fosse il modo onde coloro si erano fatti padroni del bastimento, noi lo acquistammo onestamente; così almeno ne parve; benchè, pensandoci meglio, io debba confessare che non guardammo entro alle cose con tutta la dovuta esattezza, perchè non ci venne mai in mente di esaminare i marinai che probabilmente si sarebbero imbrogliati nelle loro risposte e contraddetti gli uni