Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/690

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col dirne primieramente, e questo già lo sapevamo, che il furfante da cui avevamo comprato il bastimento, era nient’altro che un ladro fuggito via con esso. Ci disse il nome (ora non me lo ricordo) del capitano, che ne era il vero padrone, ucciso a tradimento egualmente che tre de’ suoi, nativi della costa di Malacca. L’Olandese che mi raccontava queste particolarità, era stato insieme con altri quattro abbandonato dai ladri del bastimento su la spiaggia di Malacca, ove vagarono disperatamente pei boschi per qualche tempo. Egli singolarmente, l’Olandese, si salvò come per miracolo, perchè vedendo una scialuppa mandata alla spiaggia stessa per provvedere acqua dolce da un vascello olandese destinato per la China, non ardì certo uscir delle selve per accostarsele, per timore di essere veduto dai Malesi, essendo di giorno; ma aspettata la notte, raggiunse a nuoto la scialuppa stessa che era partita poco prima, e ne fu ricevuto. Così scampato, si recò in appresso a Batavia ove capitarono due compagni del ladro venditore del bastimento, disertati da lui in quel suo viaggio ad Agra che per un momento invidiai. Costoro sparsero attorno che il bastimento era stato venduto al Bengala, e fin qui dissero la verità, ma fecero poi questa bella frangia al loro racconto: che era cioè stato venduto ad una masnada di pirati, i quali andavano corseggiando i mari sovr’esso, e a quell’ora avevano già predati un legno inglese e due olandesi carichi di tesori.

Vedete che bagattella d’impostura! Ma ancorchè fosse tale, come considerava ottimamente il mio socio, se fossimo caduti nelle mani di trafficanti inglesi o olandesi, che ne tenevano in sì buon concetto, avremmo avuto un bel volerci difendere con gente risoluta a non darci quartiere. Considerando principalmente che i nostri accusatori sarebbero stati i nostri giudici, non ci era speranza per noi. Non potevamo aspettarci miglior trattamento di una sentenza che l’ira avrebbe dettato, il più indomito rancore eseguita. Il mio socio pertanto si avvisava che tornassimo a dirittura senza toccar porti di sorta alcuna al Bengala, donde eravamo partiti. Colà avremmo potuto dare buon conto delle nostre persone, colà provare dove eravamo quando il bastimento approdò in quel porto, da chi e come lo comprammo, e simili cose; e, ciò che più si dovea valutare, se ci fossimo veduti alla necessità di portare la causa dinanzi al tribunale, questo sarebbe stato composto di nostri legali giudici, che era una sicurezza per noi di non essere impiccati prima e giudicati dopo.