Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/697

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robinson crusoe 619


— «Bravo! bravo, Giacomo! così il carpentiere, che vide la faccenda, gridò al suo garzone. Dispensane loro anche un poco di questa broda.» Indi fattosi innanzi egli stesso e preso un di quegli spazzatoi, ed intintolo nella caldaia della pece bollente, tra lui e il garzone fecero piovere tal copiosa aspersione di quel liquido infernale su le tre barche, che di quanti uomini vi erano non ve ne fu un solo che non si desse a fuggire guadando arso, scottato, atterrito e mettendo grida e strillamenti, ch’io non credo aver mai udita una musica tale; perchè è cosa notabile che se bene il dolore faccia gridare tutti gli uomini della terra, ciascun popolo, come ha una lingua, ha un grido suo proprio. Non saprei indicare questa musica con un nome migliore e più adeguato al suono ch’essa rendea, che chiamandola un ululato; perchè non ho idee d’altri lamenti, che le si possano paragonare fuor degli ululati appunto de’ lupi, che mi posero in sì brutte strette nella foresta delle frontiere della Linguadoca.

Non mi sono mai compiaciuto maggiormente di una vittoria in mia vita, e ciò non solo perchè fu tanto meno aspettata quanto più era imminente il pericolo, ma perchè fu guadagnata senza spargimento di sangue, se si eccettui quel primo che un de’ miei gagliardi accoppò col solo aiuto delle mani; e di questo ancora ebbi gran dispiacere. Mi sapea male l’uccidere que’ poveri sgraziati selvaggi, ancorchè ciò fosse in mia difesa, perchè capiva che si erano posti in una spedizione da essi creduta giusta, e che non aveano testa per intender meglio le cose. Oltrechè, se bene pensassi cosa giusta l’ucciderli perchè necessaria (nè vi è nulla di necessario in natura, che non sia giusto), pure mi sembrava una assai mala vita l’essere sempre obbligati ad uccidere creature nostre simili, per salvare noi stessi. E da vero anche adesso la penso così: quante moleste sofferenze non preferirei all’espediente di toglier la vita ad un uomo, benchè m’abbia oltraggiato! e credo che chiunque conosca il prezzo della vita di un uomo, converrà, se ben ci pensi, nel mio parere.

Ma per tornare alla mia storia, in tutto questo intervallo, il mio socio ed io con l’opera de’ marinai rimasti a bordo, fummo destri quanto bastò per raddirizzare quasi del tutto il bastimento, e per rimettere tutti i cannoni al loro posto; anzi il cannoniere voleva che ordinassi agli uomini della scialuppa di tirarla in disparte, perchè bramosissimo di mandare una fiancata ai fuggitivi Cochinchinesi.

— «Guardatevene bene! esclamai; abbiamo qui il nostro