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Non sapevamo affatto nè dove fossimo, nè su qual terra saremmo trasportati, se in un’isola o in un continente, se in un paese abitato o disabitato; e poichè il furore del vento imperversava tuttavia, sebbene un poco più mitigato di prima, non avevamo grande speranza di governare il vascello per molti minuti senza che andasse in pezzi, semprechè il turbine, ciò che sarebbe stato una specie di miracolo, non voltasse ad un tratto da un’altra banda. In una parola, noi ci sedemmo guardandoci in faccia gli uni con gli altri, aspettando a ciascun momento la morte, e preparandoci tutti di comune accordo per l’altro mondo, perchè in questo ci restava omai poco o nulla da fare per noi. Il nostro conforto del momento, e tutto il conforto che avemmo, si fu che il vascello non era per anche andato in pezzi, e aggiungasi la notizia datane dal capitano, che il vento cominciava a sminuire.

Pure, ancorchè fossimo convinti di questa lieve diminuzione, il vascello si era troppo saldamente fitto entro la sabbia che non ci rimaneva più speranza di rimetterlo al mare. In sì spaventosa condizione non avevamo altro partito fuor quello di salvare le nostre vite come meglio avremmo potuto. Prima della burrasca avevamo a poppa una scialuppa, ma sfondatasi contro al timone e infrantesi le corde che la teneano, andò a sommergersi o il mare la trascinò lontano da noi. Su questa pertanto non si poteva sperare. Ne avevamo un’altra a bordo; ma non sapevamo bene come lanciarla in mare; pure non vi era luogo a discutere, perchè ci aspettavamo ad ogni minuto che il vascello si spezzasse, e qualcuno dicea che era già spezzato.

In tale istante di disperazione l’aiutante del vascello diè di piglio alla scialuppa, e fattosi aiutare dagli altri marinai, congiuntamente la fecero saltare dal di sopra dell’anca del vascello nell’acqua. Dopo esserci lanciati tutti entro di essa (eravamo rimasti in numero di undici), la lasciammo andare mettendoci alla mercede di Dio e del mare infuriato; perchè, se bene la burrasca fosse considerabilmente diminuita, pure il mare andava alto a coprire la spiaggia, e potea ben esser detto den wild zee (mare selvaggio), come gli Olandesi chiamano il mare in burrasca.

Allora la nostra posizione si fece sempre più deplorabile, perchè vedevamo chiaramente divenuto sì grosso il mare che la scialuppa non ci potendo tenere, saremmo rimasti inevitabilmente annegati. Non vi era il caso di veleggiare perchè non avevamo vele, nè, se ne