Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/700

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Al veder ciò dubitai sì poco della buona disposizione di quest’uomo a condurci dove avremmo voluto, che gli parlai subito di guidarne a Nang-King, parte la più settentrionale della costa Chinese. Il vecchio mi rispose:

— «Oh! so benissimo dov’è il golfo di Nang-King. Ma (e qui sorrise) che cosa volete andare a far là?

— Oh bella! risposi. Esitare in gran parte il nostro carico d’oppio, e provvederci in vece di merci chinesi: tele di bambagia, sete crude, tè, sete lavorate e simili cose; poi tornarcene là donde siamo venuti. Questo vogliamo.

— Ma perchè non andar piuttosto a Macao! Lì non mancherà un ottimo spaccio al vostro oppio, e col vostro danaro potrete procacciarvi tutte le grazie di Dio della China così a buon mercato come a Nang-King.»

Aveva un bel dirgli che il viaggio proposto da lui non ci accomodava. S’era ostinato a volerci mandare a Macao, e nessuno potea levargli ciò dalla testa. Finalmente adoprai seco questa ragione.

— «Ascoltate, figliuolo. Siamo trafficanti, è vero, ma siamo ancora gentiluomini, e ne è venuta la volontà di vedere la grande città di Pekino e la famosa corte del monarca della China.

— Oh bene! il nostro vecchio soggiunse. Andate dunque a Ningpo. Imboccate la foce del fiume che mette nel mare, e fatte cinque leghe, siete nel gran canale. Questo gran canale è un fiume navigabile che passa per mezzo al cuor della China, ne attraversa tutti i fiumi, anche diverse considerabili montagne con l’aiuto di cateratte, ed essendo lungo circa cento settanta leghe, vi conduce diritto diritto alla città di Pekino.

— Va bene, signor Portoghese, ma questa non è ora la nostra faccenda. La gran quistione è se possiate condurci alla città di Nang-King, chè di lì poi andremo a Pekino.

— Per poterlo lo posso benissimo. C’è giusto andato poco fa un gran bastimento olandese.»

Questa novità mi scompigliò alquanto, perchè un bastimento olandese era il nostro spauracchio d’allora, e avremmo preferito incontrarci nel demonio, semprechè non si fosse presentato in forme troppo spaventose. Un di que’ legni e la distruzione di tutti noi erano la stessa cosa a’ nostr’occhi. Sapevamo troppo che in questi mari frequentavano sol vascelli d’alta portata e di una forza superiore di