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sognare capestro e braccia di pennoni, vale a dire forche. Ora dormendo ci parea di combattere e di essere presi, ora di uccidere e di essere uccisi. Mi ricordo una volta la furia in cui mi posi, avendo fantasticato in sogno che gli Olandesi erano venuti all’arrembaggio del nostra bastimento; non vi dico altro; diedi alla parete della mia stanza del bastimento un pugno tanto violento, che mi svegliai con le giunture rotte e la carne della mano lacera e grondante sangue.

Un altro timore mi crucciava: ed erano gli strazi a cui ne avrebbero potuto assoggettare, se cadevamo nelle loro mani. Allora mi correva alla mente la storia d’Amboina[1], e vedeva gli Olandesi applicarci alla tortura come aveano fatto con alcuni nostri concittadini nella loro isola; vedeva alcuni dei nostri marinai ridotti dallo spasimo de’ tormenti a confessare delitti che non avevano commessi mai, e dichiarare sè stessi e noi altrettanti pirati. Così i nostri persecutori ci avrebbero messi a morte con un’apparenza di giustizia, e potea ben tentarli a far questo la sete d’impadronirsi del nostro bastimento e del suo carico, che tutto insieme ammontava ad un valore di quattro a cinque migliaia di sterlini.

  1. Isola la più grande delle Molucche, e spettante agli Olandesi.