Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/713

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concedettero una piccola guardia; onde avevamo in sentinella alla nostra porta un soldato, che portava una specie di alabarda o di mezza picca, ed al quale davamo ogni giorno una misura di riso ed una piccola moneta del valore di tre soldi. Con ciò riuscimmo ad avere sicure le nostre robe.


Mercanti giapponesi, padri della Missione, bastimento della disgrazia partito senza i suoi proprietari e col consenso di essi.



La fiera solita a tenersi in quel paese era finita da qualche tempo; pure trovammo tuttavia all’âncora nel fiume tre o quattro giunchi, due de’ quali giapponesi, contenevano mercanzie comprate alla China, e non erano anche partiti, perchè i mercanti del Giappone, proprietari o noleggiatori dei medesimi, rimanevano ancora su la spiaggia.

Il primo servigio che ne rese il pilota portoghese, fu quello di metterci in relazione con tre missionari cattolici romani venuti e restati ivi qualche tempo, per convertire quegli abitanti alla fede; non ci parve che ritraessero gran frutto della loro fatica, e fecero, se pur ne fecero, de’ ben meschini cristiani; ma questo non era affar mio[1]. Uno degli indicati preti, nominato padre Simone, era francese, l’altro portoghese, genovese il terzo. Ma il padre Simone era di modi cortesi, disinvolti e di piacevolissima compagnia; gli altri due si mostravano più riservati, più rigidi ed austeri, e più seriamente affaccendati nell’opera loro, intendo nel cercare occasioni per entrare in discorso ed insinuarsi fra gli abitanti. Spesse volte abbiamo pranzato in loro compagnia. Benchè quanto essi chiamano conversione dei Chinesi al cristianesimo sia sì lontano dall’essere la vera

  1. Nè poteva essere. Un protestante non si ha per giudice competente su tale argomento.