Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/760

Da Wikisource.
672 robinson crusoe


in fatti da prima li aveva creduto tali; ma, quando mi ebbero più da presso, misero tutti insieme un ululalo da cani arrabbiati e fuggirono via come stizziti contro di me che aveva profanati i loro riti. Un poco più lontano dall’idolo, dinanzi alla porta di una baracca o capanna tutta fatta di pelli di pecora e di vacca secche stavano tre macellai: così io gli aveva giudicati al vedere che aveano enormi coltellacci nelle mani; nel mezzo della tenda giaceano tre pecore ed un vitello ucciso. Erano questi, senza dubbio, i sagrifizi portati a quell’insensato tronco d’un idolo; i tre macellai, i sacerdoti che ufiziavano l’altare; que’ diciassette sciocconi che vidi prosternati, i devoti venuti a porgere gli olocausti e a fare orazione dinanzi a quel pedale.

Confesso di essere stato più mosso a nausea da quella brutale stupidezza onde costoro erano tratti ad adorare una sconcia befana, che io non sia mai stato da verun’altra cosa in mia vita. Vedere la più gloriosa e perfetta fra le creature di Dio, alla quale egli ha compartiti privilegi al di sopra di tutte le opere di sua mano, ch’egli ha dotata d’un’anima ragionevole e colmata di tutte le facoltà intellettuali, opportune perchè ella onori il suo Fattore, ed egli si compiaccia d’averla fatta; vederla avvilita e digradata al segno di prosternarsi dinanzi ad uno schifoso nulla, ad un oggetto immaginario che i suoi stessi goffi adoratori hanno fabbricato, ornato di fetidi stracci e messo a posto con le proprie mani! Pensare come ciò sia effetto di mera ignoranza, condotta ad una divozione infernale dal demonio stesso che, invidiando al suo creatore l’omaggio e la devozione delle sue creature, le ha ingannate al punto di spingerle a tali orrende cose di cui diremmo abbrividita la stessa natura!

Ma a qual pro tutti i miei atti di sorpresa e le mie riflessioni? La cosa era così; io la vedeva dinanzi ai miei occhi, era inutile il maravigliarsene nè v’era luogo a chiamarla impossibile. Convertitisi tutti i miei stupori in rabbia, mi scagliai contro al simulacro, o mostro, dategli quel nome che volete, e con la mia spada gli feci tale squarcio al berrettone che lo spaccai in due; un altro degli uomini venuti meco attaccatosi alla vesta di pelle di pecora che lo copriva, gliela strappò di dosso, ed ecco in un subito alzarsi orridi ululali per tutto il villaggio. Erano i mugolamenti di due o trecento di que’ villani tutti in procinto di corrermi addosso. Non mi parve vero di poter battermela di lì, perchè ci accorgemmo in lontananza