Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/811

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memorie biografiche 719


tempi delle discordie intestine, non è cosa la più facile il discernere gl’innocenti dai colpevoli, gl’ingannati dai mestatori.

Nè pago a questo sgradevole argomento d’inno, un altro ne intitolò pure alla forca.

Ma l’oggetto principale cui l’autore volse allor la sua mente fu l’istituire un giornale periodico col titolo di Rivista. Cominciatane la pubblicazione ai 19 febbraio 1704, continuarono ad uscirne due numeri in-4. ciascuna settimana fino al marzo del 1705, nel qual tempo cresciuti di mole i numeri, se ne distribuivano tre per settimana (nei giorni di martedì, giovedì e sabbato) pubblicazione che, durata fino al maggio 1713, formò in tutto nove grossi volumi. Daniele de Foe era il solo che ci scrivesse. In quest’opera avete notizie interne e straniere, articoli relativi al commercio ed alla politica; ma, avendo l’autore ben preveduta la poca probabilità di render popolare un giornale ove non sia dilettevole, vi sono trattati diversi altri argomenti; d’amore, per esempio, di matrimonio, di poesia, di lingua e dei gusti o costumanze prevalenti a que’ giorni; questa parte formava un ramo da sè col titolo di Scandal Club[1]. Non parvero a quella mente operosa un bastante incarico questi lavori. Il de Foe era tuttavia confinato a Newgate nel 1701 quando pubblicò la Tempesta o sia una raccolta de’ più notabili casi e fenomeni avvenuti nella tremenda burrasca che nel 26 novembre 1703 disastrò le coste dell’Inghilterra, e portò tanto eccidio e rovina ai bastimenti ed ai marinai del reale navilio. Nè credasi che quest’opera sia una semplice pittura di disgrazie, perchè il de Foe con la sua solita felice vena ne trasse motivo e di religiosi insegnamenti e di considerazioni su le vie imperscrutabili della providenza.

Era vicino il termine dell’anno 1704, allorchè il nostro autore, ridotto ad estrema inopia, come lo dice egli stesso, e privo d’amici nelle carceri di Newgate, avea quasi perduta ogni speranza di liberazione. Accadde allora che sir Roberto Hervey segretario di stato in quel tempo, nè mai conosciuto precedentemente di persona da Daniele de Foe pare spedisse a questo un’ambasciata a voce chiedendogli che cosa potrebbe fare per lui. Il de Foe gli mandò, come niuno può dubitarne, una consentanea risposta, dietro la quale il ministro colse una opportunità per far presente alla regina il misero stato e i non meritati patimenti del prigioniero. Nondimeno Anna non diede sul momento ordini per metterlo in libertà. Unicamente informatasi delle circostanze di sua famiglia, mandò col mezzo del lord Godolphin una considerabile somma alla moglie del de Foe. In appresso poi valendosi dello stesso lord, spedì al nostro autore la somma necessaria a pagar la sua multa e quindi a riacquistare la sua libertà, con che si guadagnò un suddito eternamente affezionato ai suoi interessi. Liberato da Newgate negli ultimi giorni del 1704, si ritirò

  1. A tradurre propriamente questo titolo alla lettera vorrebbe forte dire Scotto di maldicenza, perchè scandal fra i suoi significati ha pur quello di maldicenza, e club tanto vuol dire una società quanto la quota che ciascun individuo di essa contribuisce per tenerla avviata secondo i fini della società stessa. Fra noi pure si chiama Cronaca scandalosa ogni sunto verbale o scritto delle voci raccolte dalla maldicenza dei diversi luoghi d’unione. Io credo per altro che lo Scandal Club del giornale istituito dal de Foe, sia quanto chiamasi parte critica de’ moderni nostri giornali, la qual parte critica, se vogliamo, è a volta a volta; e letterariamente parlando, scandalosa un pochino più del bisogno e oltre i limiti dell’urbanità.