Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/85

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finalmente alla foce di un fiumicello che aveva terra da entrambi i lati, ed una forte corrente o marea che ascendeva. Guardai da entrambi i lati per iscegliere il luogo più opportuno ove sbarcare, non desiderando io di essere trasportato troppo alto lungo il fiume; che mi rimanea la speranza di vedere una volta o l’altra qualche vascello sul mare. Perciò unicamente risolvetti di collocarmi quanto poteva vicino alla costa.

Finalmente mi riuscì scoprire una piccola calanca alla destra riva del seno, verso la quale con grande stento e difficoltà condussi la mia zattera, e trovatomi sì vicino a terra, ch’io potea toccarla col mio remo, spinsi tosto in quella dirittura la zattera stessa; ma qui ancora tutto il mio carico corse grave pericolo, perchè quella spiaggia avendo una giacitura affatto ripida o piuttosto sdrucciolevole, non vi era luogo a prender terra, se non laddove una estremità del mio naviglio avrebbe poggiato sì in alto, che l’altra estremità sarebbesi tuffata nell’acqua, ed il mio rischio tornava ad essere quello di prima. Tutta la mia virtù stette nell’aspettar tanto che la marea venisse alla sua massima altezza, tenendo forte col mio remo, trasformato in ancora, il lato della zattera stessa contro alla spiaggia presso ad uno spazio di terra piatta, su cui m’immaginava che sarebbe corsa l’acqua crescente; e così avvenne. Appena ebbi trovato abbastanza d’acqua, perchè la mia zattera vi pescasse all’incirca per l’altezza d’un piede, la spinsi su quel pezzo di terra piatta, e quivi la legai e ormeggiai, conficcando sul suolo i miei due remi, vôlti uno da un lato vicino ad una delle estremità di essa, l’altro presso all’estremità opposta. Rimasto così fintantochè l’acqua con la marea decrescente se ne fosse andata, ebbi salvi e il mio carico e la mia zattera sopra la spiaggia.

La mia ultima cura si fu quella d’investigare il paese e di cercare un luogo opportuno per mettervi dimora, ed ove poter assicurare le mie sostanze da quante disgrazie mai potessero succedere. Dove io mi fossi, non lo sapeva; non se in un continente o in un’isola; non se in una terra abitata o disabitata; nè se in pericolo o no di essere assalito da belve selvagge. Io vedeva, più lontano un miglio da me, un monte assai erto ed alto, che parea dominarne alcuni altri posti in continuazione con esso dalla banda del settentrione. Presi con me uno de’ miei moschetti, una delle mie pistole ed un fiaschetto di polvere, e andai così armato alla scoperta della cima di questo monte,


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