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al barile di polvere umida lasciatovi nella mia prima spedizione. In una parola, io portai via tutte le vele dalla prima all’ultima. Unicamente fui costretto a tagliarle in pezzi, e portarne via quante poteva in una volta; che già non era da sperare che fossero più di verun uso come vele, ma come tela soltanto.

Ciò che soprattutto mi allegrò, si fu il trovare dopo cinque o sei di tali spedizioni, ed allorquando io non credea potermi aspettar più dal vascello alcuna cosa che facesse al mio caso, una gran botte di pane, tre bei bariletti di rum o acquavite, una cassa di zucchero e una botte di fior di farina; scoperta che mi fece tanto più estatico in quanto io aveva rinunziato ad ogni speranza d’altre vettovaglie che non fossero state guaste dall’acqua. Vôtata tosto la botte del pane, lo feci su partitamente con pezzi di vele tagliale a tal uopo, e tutta questa roba io mi portai intatta alla spiaggia.

Nel dì seguente feci un altro viaggio, ed avendo già spogliato il vascello di tutto quanto potea trasportarsi ed essere di uso, cominciai a far man bassa su le gomone, e pigliatomi primieramente a quella di tonneggio e tagliatala in pezzi ch’io fossi buono di movere, ne composi due gomone minori ed una ansiera[1]; m’impadronii parimente di tutti i ferramenti che potei staccare; indi fatti in pezzi il pennone di civada e l’albero di mezzana, mi procurai quanti pezzi di legno ci voleano per fabbricarmi una più grande zattera su cui caricare tutti questi pesanti materiali adunati; poscia m’avviai verso la spiaggia; ma la mia buona sorte cominciava ora ad abbandonarmi, perchè questa mia grande zattera era sì poco maneggevole e fatta grave dal suo carico, che appena entrato nella calanca[2] d’onde aveva sbarcate tutte le altre mie masserizie, nè potendo io governarla con l’agilità onde aveva condotte le altre in buon porto, la mia enorme zattera si capovolse, ed io con essa nell’acqua. Non ci fu gran male, rispetto a me, per essere io vicinissimo alla riva; ma il mio carico andò la maggior parte perduto, principalmente i ferramenti, su cui faceva gran conto pei miei bisogni avvenire. Ciò non ostante al ritirarsi della marea ricuperai molto sartiame ed una parte di ferramenti, benchè ciò mi costasse una infinita fatica, avendo io dovuto, durante questa fazione, rimaner sempre tuffato nell’acqua.

  1. Fune che serve a tirar le barche ne’ canali della terra lungo le sponde.
  2. Piccolo seno di mare.