Pagina:Commemorazione di Carlo Darwin.djvu/10

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8 commemorazione


rare nel tentativo faticoso di raggiungere i sublimi ideali balenati tra i sogni ambiziosi di gloria o nei momenti in cui più forte e possente sentimmo il desiderio della scienza; — di vedere noi commossi dimostrar gratitudine alla memoria d’un grande, quasi a simbolo che, se anche i grandi debbon pur cedere alla dura necessità della morte, il loro pensiero non muore, ma vien raccolto e custodito dalle nuove generazioni come il seme che si sparge pe’ campi formatore di organismi novelli. Ma oltrechè un reverente ricordo dell’indefesso scienziato, la nostra cerimonia vuol essere una risposta all’accusa di apatia e di scetticismo che è vezzo lanciare sul viso della gioventù odierna. Anche noi, o Signori, abbiamo i nostri santi entusiasmi, anche in noi si agita inquieto un desiderio di perfezione, un bisogno prepotente d’idealità; il quale si esplica negli studi laboriosi, nel culto della scienza, nell’ammirazione reverente per tutti quelli che a viso aperto, onesti e valorosi, combatterono le grandi battaglie del pensiero. Gioia e tormento nostro è questo viaggio che da tanti secoli l’umana intelligenza fa — attraverso a regioni sempre nuove — alla ricerca del vero; e quando taluno nel faticoso cammino, fattosi nostro duce, ci trae a una vetta luminosa e di là ci addita più larghi orizzonti, irradiati di fulgida luce, lasciate che dal cuor nostro prorompa caldo e vivace l’inno della riconoscenza e del plauso!

Aver dischiuso si vasto campo alla scienza, aver dato al pensiero così valido impulso, costringendo tanti intelletti a scendere in lizza, a rinvigorire le forze loro nella battaglia che egli impegnò, sono tali meriti in-