Pagina:Commemorazione di Carlo Darwin.djvu/18

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16 commemorazione


cano di spiegare Darwin con Lamarck, il Cristo con Mosè; ma per me, per tutti, il creatore incomincia dove dagli atomi dispersi si feconda un organismo; dove si prende un pugno di creta e gli si dice: vivi; dove nella massa informe del caos si infonde l’armonia che fa vivere e l’ordine che dice: continua a vivere. Darwin è un creatore; anch’egli dopo venti anni di osservazioni e di meditazione disse nel mondo delle forme vive: sia la luce; ed ora è poco nelle supreme ore della sua agonia serena poteva, guardandosi indietro, compiacersi di sè stesso e dell’opera sua. E Darwin vide che la luce era buona.

E noi tutti, operai modesti, oscuri cultori della scienza, senza fanatismo e senza feticismo, pesando con sereno giudizio le opere di Darwin, possiamo dire: E Dio vide che la luce era buona.

Pochi anni or sono, se la morte ci avesse con immatura crudeltà rapito quell’uomo, il consenso del popolo inglese non gli avrebbe aperto sicuramente le porte dell’Abbazia di Westminster. Egli era ancora un grande eresiarca per quel popolo così ricco di fede e i suoi proseliti erano pochi eretici perseguitati dalla credenza dei più. Darwiniano era sinonimo di ateo, di materialista, quasi quasi di nemico degli uomini e degli Dei. Ho narrato un’altra volta come un generale inglese mi negasse a un tratto la sua amicizia, solo perchè io gli ebbi detto di essere darwinista, benchè avessi aggiunto subito: col benefizio d’inventario. Oggi protestanti e cattolici, sacerdoti della scienza a priori e seguaci della scienza d’osservazione, spiritualisti e vescovi in coro lamentano la morte di Darwin, sepa-