Pagina:Copernico - Poemetto Astronomico.djvu/32

Da Wikisource.

(XXXI.)




Ella circonda con leggiadri passi
Il Febeo Regno; altissime montagne
660Di porfido, e smeraldo, e d’alabastro
Con scabre balze, e dirupate cime,
E di stagno, e d’argento ampie miniere,
E fiumi, e laghi, c’hanno d’oro il fondo,
E ricchi mari di conchiglie, e d’ambra,
665Torri, aguglie, piramidi obelischi
Di rubini, e diamanti intarsiati
Riverberano il Sol, che lustra, e brilla.
L’aria v’è salutifera e serena,
L’acque odorose esalan grati effluvj
670Di garoffano, e salvia, e rosmarino;
Verdeggian d’ogni parte Orti, e Giardini
Con frutti, e fiori, che non ebbe Alcinoo,
Nè le Ninfe d’Esperia in guardia, e il Drago;
Labirinti dl mortine, e ginestra,
675Boschetti, e selve con arbusti, e piante,
C’han rugiadose le fragranti scorze
Di balsamo, d’incenso, e cassia, e mirra,
E gomme, che non stilla Arabia, ed India,
E viali di rose, aranzi, e cedri
680Rendon quel suol delizioso e molle.
La gente è fortunata, e in se disposta