Pagina:Copernico - Poemetto Astronomico.djvu/43

Da Wikisource.

(XLII.




De gli Uomini esaltò l’origin diva
Dentro la Bibbia sua miracolosa,
900Tacciuto non avria queste Dogane
Di cerimonia, e providi vapori,
Che pagano ai mortali i Cieli, e gl’Astri.
Ei ci descrisse con rotonda bocca
In quell’antica sacrosanta Istoria
905Dio qual Vasajo a fabbricare intento
Di fango, e creta il primitivo Adamo;
E perchè fosse suo Ritratto, e Immago,
Spirto di vita gli soffiava in volto.
Ci fe saper, che a Lui nel sonno immerso
910Una costa levò del petto, e d’essa
Eva formò Progenitrice nostra,
Che fosse a lui dolce compagna, e sposa.
Ci raccontò, che quai suddite, e Ancelle
Al suo diletto, e favorito Adamo
915Le Belve tutte pose innanzi, ch’Egli
Le accolse allegro, e le chiamò per nome.
Ma delle stelle sol ci disse, ch’era
Loro ufficio allumar la notte, e il giorno,
Ed e esser segni di Stagioni, e d’anni;
920E nulla disse de i celesti influssi,
Dell’incredibil ruinoso rombo,