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( XLVI. )




Da quattro luminosi aurei Sergenti
995Accompagnato in signoril sembiante
E' Giove là benigno Astro cortese.
Quei ch’hanno in sorte d’abitar sua sfera
Avidi sono di dominio, e impero,
Di corone, di scettri, e regal verghe,
1000Di giurisdizion, titoli, e feudi.
A truppa, a branco van Principi, e Duchi,
Baroni, e Cavalier, Marchesi, e Conti.
Gli Alberi delle lor Famiglie illustri
Giungono al Ciel, tanto son alti, e antichi.
1005Vantano Semidei, vantano Eroi,
De i Numi stessi son Cognati, e amici.
Colui, fra lor, c’ha una capanna, un Gregge,
Non si chiama Pastor con nome abbietto,
Si dice Re di capre, e Re di pecore,
1010Tanto son gonfi, son superbi, e vani
La Politica, e la Ragion di stato
Son le scienze, e i studj lor più cari
Son teste da governo e Gabinetto,
Che danno in luce ognor novelle idée
1015Di Repubbliche strane, e immaginarie,
Che non sognò lo Stagirita, e Plato.
Son per lo più Macchiavelisti, e quando


L'oc-