Pagina:Copernico - Poemetto Astronomico.djvu/6

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(V.)




Se improvisa Meteora avampa, e fuma;
Siccome Pellegrino in mezzo al bosco
35Del Montello, o d’Ardenna entro la selva
Trema, se al luccicar di nuova Luna,
D’una rovere antica, e d’un cipresso
Ombra vede, che a lui par Larva, o Spettro.
Primi furo i Caldei, che nelle vaste
40Pianure immense dell’Assiria terra,
Dove l’occhio stendea libero il volo
Al remoto Orizonte intorno intorno,
Senza l’intoppo di montagne, e colli
Specular de i Pianeti il corso e il lume.
45Allor dal Cielo dell’Eufrate in riva
Scese l’Astronomia con ali d’oro,
Coronata di Stelle in gonna azzurra;
Mosso dal cui splendor per farle omaggio,
Siccome a Dea, cui la Natura è ligia,
50Corse l’Egitto, e Babilonia corse;
E gli alti Abitator del freddo Caucaso
Indagatori dei lucenti Globi
Non sentiron per Lei la bruma e il gelo
Delle Scitiche nevi, e riscaldati
55Da’ suoi raggi divini all’aer notturno
Contemplaron le fiamme in Ciel volanti.


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