Pagina:Copernico - Poemetto Astronomico.djvu/64

Da Wikisource.

( LXIII. )




Già il tuo bel Nome appreso, e al tuo bel volto
Ardendo anch’essi, e in le tue brune luci
1380Fermando il guardo ebbro di gioja, e l’ali,
Quai Lodolette, che nei piani aperti
Campi di Roma stan de i Cacciatori,
Pendendo in aer su l’adeguate penne,
Ai raggianti Specchietti intente, e immote;
1385Gli Angioli innamorati a nembi a nembi
Gettando fiori, con Osanna ed Inni,
Urania loderan Figlia del Cielo,
A Dio Diletta, e Favorita Urania.